Corteo anti-sgomberi a Roma: si difende l’agente di Piazza Indipendenza

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A Roma un corteo di oltre 5 mila persone, secondo gli organizzatori, ha manifestato contro gli sgomberi delle abitazioni occupate. Rigidi controlli sono stati messi in campo per il timore di incidenti, dopo le violenze di piazza Indipendenza e l’allerta terrorismo.
In testa lo striscione ‘Siamo rifugiati non terroristi’, già esposto alle finestre dai rifugiati africani di via Curtatone. I manifestanti hanno chiesto un tavolo istituzionale con Comune, Regione e prefettura per avere risposte sull’emergenza abitativa. I manifestanti, che al termine del corteo avevano annunciato di non voler andar via senza aver ottenuto risposte dalle istituzioni sull’emergenza abitativa, hanno trovato un accordo con le forze di polizia per un presidio autorizzato che prevede un ristretto gruppo di persone ed un gazebo autorizzato a rimanere fino a lunedì. A quanto riferito dai Movimenti di Lotta per la Casa, proprio domani verrà richiesto alla Prefettura un incontro per istituire un tavolo anche con il Campidoglio e la Regione sull’emergenza abitativa.
Intanto si difende il funzionario che il giorno dello sgombero di Piazza Indipendenza è finito nell’occhio del ciclone dopo essere stato ripreso mentre, ad un agente che gli chiedeva come agire, ha risposto: “se tirano qualcosa spezzategli un braccio”. “Lo so, quella frase è infelice, presa da sola ha un sapore sinistro,ma bisogna contestualizzarla”, ha risposto il 52enne ad un passo dallʼessere nominato questore e che invece ora subirà unʼinchiesta disciplinare e rischia anche il trasferimento immediato.
“Non dovevo neppure essere lì, ero libero da quel servizio, avevo terminato il mio turno, ma ho sentito dalla radio che i miei uomini in piazza Indipendenza erano in difficoltà e sono intervenuto”, ha raccontato il funzionario. “Rispondevo a un agente che mi raccontava che lui e altri erano stati colpiti da sanpietrini. Mi ha chiesto: e se questi ci tirano addosso qualcosa? Allora gli ho risposto in quel modo, ma bisogna trovarsi nella mischia, in mezzo alla bolgia, esposti a rappresaglie imprevedibili. Bisogna viverli quei momenti per comprendere di cosa stiamo parlando”, ha concluso l’agente.
Anche la prima cittadina di Roma Virginia Raggi torna a parlare dello sgombero dello stabile occupato in via Curtatone. In un’ intervista a “La Stampa”, la sindaca difende il lavoro della sua amministrazione e critica il governo e la politica migratoria basata sulle quote: “Roma ha un carico di decine di migliaia di persone che non sono censite ufficialmente – spiega l’esponente M5s-. Io non ragiono per quote, ma considero che ho di fronte a me esseri umani in carne e ossa. Roma accoglie i cosiddetti migranti fantasma: sono persone che sono registrate in altre parti di Italia, ma che in realtà vivono nella Capitale”.
Nello specifico sullo sgombero ha dichiarato: “quel palazzo è occupato dal 2013 e ci sono inchieste che hanno rilevato traffici sospetti. Abbiamo più volte sottolineato che non ci veniva permesso di entrare.Noi non ci lasciamo intimorire da chi usa i più deboli per i propri affari illeciti”, ha concluso la Raggi.
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