Foibe, Meloni: “Il Governo promuove anche quest’anno il Treno del Ricordo”

Questa mattina alla Camera si è svolta la celebrazione del Giorno del Ricordo in memoria delle vittime delle foibe dell'esodo giuliano-dalmata. Presenti il capo dello Stato Sergio Mattarella che è stato salutato da un lungo applauso al suo ingresso. Alla cerimonia hanno partecipato anche la premier Meloni, i presidenti dei due rami del Parlamento e le più alte cariche dello Stato. In apertura, gli indirizzi di saluto del presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana, e del presidente del Senato, Ignazio La Russa, quindi gli interventi e le testimonianze di Toni Concina, presidente onorario dell'Associazione Dalmati; Gianni Oliva, storico; Abdon Pamich, campione olimpico italiano.

Il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ha aperto nell'Aula di Montecitorio le celebrazioni: “La Camera dei deputati si unisce oggi al commosso ricordo dei tanti connazionali vittime dell'eccidio delle foibe e dell'esodo forzato dei giuliani, dei fiumani, dei dalmati e degli istriani nel secondo dopoguerra. La complessa vicenda del confine orientale costituisce una delle pagine più dolorose della nostra storia. Non possiamo dimenticare i tanti innocenti perseguitati dal regime comunista jugoslavo e dalla feroce repressione scatenata dalle milizie titine già nelle ore seguenti l'armistizio dell'8 settembre. A migliaia – ha ricordato Fontana – furono torturati, uccisi o infoibati, spesso ancora vivi, in un crescendo di crudeltà e di atrocità che lasciò per anni una lunga scia di sangue. Una sorte non meno funesta toccò alle tante famiglie costrette ad abbandonare le proprie terre, alcune anche prima dell'invasione delle truppe jugoslave. Private di ogni bene e della propria identità, divennero esuli nella loro stessa patria, ritrovandosi senza certezze per il futuro. Emblematico – ha poi ricordato il presidente della Camera – fu il caso della città di Pola, dove tanti cittadini scelsero di partire quando apparve chiaro che i negoziati di pace non avrebbero assegnato quel territorio all'Italia. Questo non bastò a fermare gli episodi di violenza. Lo dimostrò la strage sulla spiaggia di Vergarolla a Pola, che causò la morte di oltre cento italiani e di cui ricorre quest'anno l'80 esimo anniversario”.
Fontana ha poi sottolineato che siamo tutti chiamati alla responsabilità di costruire una società in cui non ci sia posto per discriminazione e intolleranza. “Mi auguro – ha aggiunto – che questa giornata contribuisca a rafforzare la memoria collettiva di un dramma che non può più essere taciuto”.
Le parole della premier Meloni: “Oggi si celebra il Giorno del Ricordo. Una giornata che chiama l'Italia a fare memoria di una pagina dolorosa della nostra storia, vittima per decenni di un'imperdonabile congiura del silenzio, dell'oblio e dell'indifferenza. Ricordiamo i martiri delle foibe e la tragedia dell'esodo giuliano-dalmata. Centinaia di migliaia di italiani che hanno scelto di abbandonare tutto pur di non rinunciare alla propria identità. La Nazione non deve aver paura di guardare in faccia quella verità, ricacciando nell'ignavia ogni squallido tentativo negazionista o riduzionista. Il ricordo non è rancore, ma giustizia. È il fondamento di una memoria condivisa che unisce e rende più forte la comunità nazionale, tracciando la strada a chi verrà dopo di noi. Abbiamo ricevuto un testimone, e non intendiamo farlo cadere. Come dimostra la pluralità di iniziative e celebrazioni che il Governo promuove anche quest'anno, come il “Treno del Ricordo” che da Nord a Sud ripercorrerà idealmente il viaggio di chi ha deciso di essere italiano due volte. Per nascita e per scelta. L'Italia non permetterà mai più che questa storia venga piegata, negata o cancellata. Perché questa storia non è una storia che appartiene a una porzione di confine o a quel che resta del popolo giuliano-dalmata. È una storia che appartiene all'Italia intera. Ad ognuno di noi”.