Il destino di Autostrade divide il Governo, tra revoca e nazionalizzazione

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Dopo il crollo di Genova, il destino delle autostrade italiane e della concessione alla società che in gran parte le gestisce divide il governo, incerto sull’ipotesi di nazionalizzarle, riportandole in mano pubblica, mentre sulla revoca del contratto sembra esserci maggiore accordo.

Il premier Giuseppe Conte ha assicurato che sarà prima di tutto “tutelato l’interesse pubblico”. Non frena sull’iter di revoca della concessione e sul contenzioso con Autostrade dice: “Ho pronta una contromossa”. Il governo starebbe pensando a Cassa Depositi e Prestiti per rilevare una quota di maggioranza nel capitale di Autostrade, secondo l’agenzia Bloomberg. Ipotesi che fonti del Ministero dell’Economia per smentiscono, definendola “senza fondamento”.

E se il Pd apre al M5S sull’ipotesi nazionalizzazione, Forza Italia, anche per bocca del governatore della Liguria Giovanni Toti, resta decisamente contraria, mentre è più cauta la Lega. Dopo i dubbi di Giancarlo Giorgetti di ieri, sulla questione è intervenuto il sottosegretario ai Trasporti Edoardo Rixi: “nazionalizzare le autostrade dopo quello che è successo non è più un tabù. Certo non bisogna prendere decisioni d’impulso,bisogna valutare costi e benefici e soprattutto non possiamo rischiare di impelagarci in una battaglia processuale con Autostrade che duri decenni”.

Il principale sostenitore della nazionalizzazione, resta il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, che ha definito “senza sostanza” le stime di 10-20 miliardi dell’operazione. La concessione dice, ” è stata gestita dai privati in maniera più finanziaria, arricchendosi” e “lo Stato non avrebbe mai potuto fare peggio”. Tra le idee anche quella di una nazionalizzazione graduale. “Il Pd dovrebbe sostenerci”, suggerisce Alessandro Di Battista.

E sulla nazionalizzazione della autostrade arriva anche l’apertura del segretario del Pd Maurizio Martina: “Sono per aprire seriamente il discorso sulle concessioni, ma va riorganizzato completamente il rapporto tra pubblico e privato, per quanto riguarda le infrastrutture. Giusto ragionare su come fare meglio, purché non si utilizzino questi temi come clava propagandistica improvvisata”.

Intanto Fabrizio Palermo, amministratore delegato della Cassa depositi e prestiti, sbarcherà domani a Genova per incontrare il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti. Ma il numero uno della Cdp non sarà l’unico manager a far visita al governatore. Anche Giuseppe Bono, capo azienda di Fincantieri, e i vertici di Ansaldo Energia, guidati dall’amministratore delegato Giuseppe Zampini, sono attesi da Toti.

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