Altre vendite fittizie di auto sul web: denunciati due presunti truffatori

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Due diverse denunce per truffa, ma stesse dinamiche e sempre nell’area del Basso Vicentino. Il “settore” di vendita è quello dello delle auto, il sistema utilizzato è quello del commercio on line di vetture usate attraverso il noto portale di intermediazione Subito.it. Al momento del versamento di un acconto, però, i proprietari cedenti svaniscono nel nulla e ai potenziali cessionari non rimane che la ricevuta di un bonifico effettuato, senza “chiavi in mano”. Dopo le indagini eseguite a seguito di due distinte segnalazioni, i carabinieri della stazione di Barbarano Mossano hanno identificato e denunciato in stato di libertà un 44 enne di Sirmione (I.F. le iniziali) e un 32enne (A. A.) di Voghera.

Anche se episodi di questo genere si registrano quasi all’ordine del giorno ormai da anni, si sono moltiplicate le segnalazioni negli ultimi mesi anche in provincia di Vicenza. Proprio il commercio di autoveicoli risulta l’habitat più fecondo per gli specialisti del raggiro informatico.

Entrambi gli accusati del reato di truffa, secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma, pubblicizzavano a prezzo vantaggioso l’offerta di macchine usate sul sito di vendite on line citato. Come da prassi scatta la trattativa tra compratore e venditore, che avviene sul web senza conoscenza diretta, e una volta raggiunto l’accordo sul compenso viene richiesto un bonifico – in questo caso sul canale postpay – per confermare l’acquisto. A cadere nella trappola due vicentini, entrambi di 53 anni residenti a Villaga e Nanto. Avrebbero “scucito” volontariamente 100 e 500 euro dai loro conti telematici, magari fregandosi le mani per l’affare in via di conclusione. Cifre modiche ma che hanno indispettito i due uomini, colpiti nell’orgoglio oltre che nel portafoglio virtuale, gabbati da una frode telematica apparsa evidente con il trascorrere dei giorni.

Una volta corrisposto l’importo valido come acconto, infatti, i malcapitati acquirenti non hanno più ricevuto notizia alcuna da parte dei due soggetti ora incriminati, di fatto irreperibili a qualsiasi chiarimento circa la mancata definizione dell’accordo di vendita. Da qui il necessario ricorso alle forze dell’ordine fino alla duplice denuncia.

Come in altri casi analoghi, gli enti a tutela dei consumatori consigliano in questi casi di “diffidare di offerte superficialmente vantaggiose che spesso nascondono un imbroglio” e verificare personalmente l’identità dei venditori e l’effettiva presenza dell’oggetto di trattativa, non affidandosi solo a immagini e contatti on line.

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