Legge elettorale, Mattarella firma la riforma: ecco cosa cambia

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha promulgato la nuova legge elettorale, approvata definitivamente dalla Camera l’8 ottobre con 227 voti favorevoli e 164 contrari. La firma del Capo dello Stato segna un passaggio decisivo per la riforma voluta dalla maggioranza di centrodestra, destinata a modificare le regole con cui gli italiani eleggeranno il prossimo Parlamento.
Il nuovo sistema supera il Rosatellum e introduce un modello proporzionale con un premio di maggioranza riservato alla lista o alla coalizione più votata, a condizione che superi il 42% dei consensi. Il premio prevede 70 seggi aggiuntivi alla Camera e 35 al Senato, entro un limite massimo complessivo di 220 deputati e 113 senatori. Se nessuno raggiunge la soglia prevista, i seggi vengono distribuiti con il sistema proporzionale senza premio.
Tra le principali novità c’è il ritorno delle preferenze, che permetteranno agli elettori di indicare i candidati scelti, pur mantenendo i capilista bloccati. Le forze politiche dovranno inoltre presentare prima del voto il nome del candidato alla presidenza del Consiglio. Resterà comunque al Capo dello Stato, come stabilito dalla Costituzione, il potere di nominare il premier. La riforma mantiene le soglie di sbarramento del 3% per i singoli partiti e del 10% per le coalizioni.
Aumenta invece il numero delle firme richieste ad alcune formazioni non rappresentate in Parlamento per presentarsi alle elezioni. Il provvedimento ha alimentato un acceso confronto politico con la maggioranza che lo considera uno strumento per favorire la stabilità dei governi, mentre le opposizioni contestano soprattutto il premio di maggioranza e il meccanismo delle candidature. Dopo la promulgazione, il prossimo passaggio sarà la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Solo successivamente, trascorso il periodo previsto dalla legge, le nuove regole entreranno in vigore.