Mattarella: “Governo neutrale fino a dicembre o voto a luglio o autunno”

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Alla fine del terzo giro di consultazioni svoltosi ieri il presidente Mattarella ha rilevato che non c’è una maggioranza politica e per questo auspica la nascita di un governo neutrale che possa operare fino a dicembre, il tempo necessario per mettere a punto Def e Manovra e impedire l’aumento dell’Iva. Il capo dello stato allo stesso tempo lascia ai partiti la decisione finale: o voto a luglio o governo fino a dicembre.

Un governo “neutrale, di servizio, di garanzia” ma nella pienezza dei poteri: sono questi i termini che il presidente della Repubblica ha scelto per descrivere la natura dell’esecutivo a cui è pronto a dar vita nell’estremo tentativo di evitare nuove elezioni.

Se dal Pd il sostegno al Colle è stato pieno, Lega e M5s poco dopo il discorso del presidente hanno fatto sapere di non essere disponibili a offrire i propri voti a un esecutivo di tregua.

Luigi Di Maio, il capo politico dei pentastellati ha ribadito le posizioni del Movimento: sì al dialogo con Matteo Salvini, contemplando anche un passo indietro sulla leadership, no a Forza Italia. In alternativa, si voti a luglio, hanno continuato a ribadire i 5S anche a sera, sancendo la chiusura a qualsiasi opzione di salvataggio della Legislatura.

Stessa linea dal leader del Carroccio, che insiste nel sostenere un governo di centrodestra o il ritorno alle urne “il prima possibile”. Centrodestra che dopo 60 giorni di trattative e “forni” è arrivato sfibrato dai sospetti reciproci e dai litigi sempre più manifesti: “Contiamo che Berlusconi – ha detto infatti sempre Salvini – mantenga la parola data e abbia la nostra stessa coerenza, poi gli italiani ci daranno la maggioranza assoluta e cambieremo l’Italia da soli”.

Forza Italia, come anche Berlusconi ha mostrato al termine delle consultazioni con un atteggiamento compito ma imbronciato nei confronti dei compagni di coalizione, si trova in difficoltà e pur assicurando di cercare la condivisione ha preso ufficialmente posizione contro un ritorno alle urne in estate.

Tra i big, gli unici a essere apertamente a favore di questo progetto sono i dirigenti Dem: l‘appoggio al capo dello Stato nel tentativo di dare intanto un esecutivo nella pienezza dei propri poteri al Paese, dunque in grado di assolvere i compiti delicati anche a livello internazionale, viene infatti sostenuto un po’ da tutte le correnti, Renzi compreso.

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