Nordio: Nessun effetto politico della riforma della giustizia

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“La riforma della giustizia non avrà effetti politici”. E’ quanto prometta il ministro della Giustizia Carlo Nordio, intervenendo al Palazzo di giustizia di Milano per assistere all’inaugurazione dell’Anno giudiziario.

Nordio aggiunge: “Questa riforma non avrà e non deve avere effetti politici. Se dovessero prevalere i no accetteremo con grandissimo rispetto la volontà popolare, se dovessero prevalere il sì lungi dall’avere intenti persecutori, come qualcuno dice, inizieremo subito il giorno dopo un dialogo con la magistratura con l’avvocatura e con il mondo accademico per la seconda parte che è quella delle norme attuative. La riforma non è fatta contro nessuno o a favore di qualcuno, non è fatta per punire la magistratura o per rafforzare il governo che non ne ha bisogno”. Continua il Ministro: “Nessuno ha mai preteso che questa riforma potesse incidere sull’efficienza e sulla rapidità dei processi. Incide su altre cose, non su questo. Noi abbiamo fatto molto e stiamo facendo molto”.

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2026 nel distretto della Corte d’Appello di Napoli invece afferma: “Auspico che in vista del voto referendario la demonizzazione lasci il posto al confronto civile proprio di una vera democrazia. La Sacra scrittura ammonisce a stare vigili perché non conosciamo né il giorno né l’ora dunque non vi è alcuna certezza che il 24 marzo 2026 non si scateni l’apocalisse, ciò di cui sono certo è che se ciò si dovesse verificare non sarà a causa della conferma referendaria della riforma della giustizia”. “Il governo non ha la pretesa di proporre al parlamento le norme attuative senza un confronto tecnico e di merito con la magistratura e con l’avvocatura, come ieri in Cassazione ha sottolineato il ministro della Giustizia” sottolinea Mantovano. “Ovviamente, dandoci dei tempi che permettano di costituire i nuovi Csm con le nuove regole”.