Tensione Russia-Italia, l’Italia espelle due militari per spionaggio. Dovranno lasciare Roma entro tre giorni

Parole a cui ha fatto eco l'ambasciatore russo in Italia, Alexei Paramonov, sul suo canale Telegram. Secondo lui, l'Italia “espellendo dal Paese il maggior numero possibile di diplomatici russi, vorrebbe limitare al massimo l'influenza della Russia in Italia”. Una cosa giudicata in ogni caso “impossibile. Infatti la Russia può contare su esponenti della statura di Vladimir Putin e Sergej Lavrov. L'Italia, al contrario, pur col suo immenso potenziale sul piano delle idee e col suo patrimonio politico e umanistico, oggi non dispone di figure di tale levatura”.
Alle dure parole di Mosca, Tajani ha risposto direttamente: “È una ritorsione priva di senso. Il problema è che i due espulsi dall'Italia facevano un'attività di spionaggio a danno della sicurezza nazionale. E questo è dimostrato”. E poi ha continuato: “Non sono stati espulsi per un capriccio dell'Italia, ci sono filmati, fotografie, immagini. Queste erano due spie che corrompevano e quindi in Italia non ci possono stare. La Russia può fare tutte le ritorsioni che vuole, ma si tratta di vendette, non di azioni di tutela della sicurezza russa. Devono dimostrare che coloro che espelleranno sono delle spie. Noi abbiamo espulso due spie. La nostra è una scelta basata su fatti, la loro è una scelta politica, liberi di farlo ma è assolutamente infondato”, ha concluso Tajani riferendosi alla possibilità che la Russia decida di reagire con una mossa speculare, rimandando in Italia rappresentanti di Roma di stanza a Mosca.