Alex Zanardi nel ricordo di Federico Rossi: “Un atleta immenso e una grande persona”

Ci sono incontri destinati a cambiare la vita di una persona e per Federico Rossi, paratleta di Schio classe 1994, quel momento porta il nome di Alex Zanardi.
Nel giorno del funerale dell’ex pilota di Formula 1, a sua volta paratleta olimpionico dopo il terribile incidente che gli provocò l’amputazione delle gambe, il vicentino Rossi, primo atleta in carrozzina a scalare lo Stelvio, ricorda Zanardi con emozione e gratitudine. Una conoscenza nata all’interno di ‘Obiettivo3’, il progetto inclusivo ideato dal campione per avviare le persone con disabilità allo sport e di cui Rossi ha fatto parte con la carrozzina olimpica.
“Il mio percorso di vita mi ha portato a conoscere il tuo progetto sportivo inclusivo Obiettivo3 e ho avuto l’opportunità di farne parte con la carrozzina olimpica – ha sottolineato Federico Rossi ricordando Alex Zanardi – Poco dopo aver terminato la maratona di Firenze nel novembre 2018, tra l’altro una maratona davvero piovosa, al riparo sotto un gazebo ci siamo incontrati per la prima volta”.
Il ricordo più intenso risale però al 15 giugno 2020, l’anno della “Grande Staffetta” concepita da Zanardi per unire l’Italia sotto il segno dei valori sportivi. Rossi affrontò la tappa padovana da Battaglia Terme ad Arquà Petrarca, un percorso reso durissimo da pendenze mozzafiato, affrontate con una carrozzina olimpica priva di rapporti. Al termine di quella fatica, sapendo che anche Alex Zanardi utilizzava la carrozzina olimpica nel triathlon, Federico Rossi sentì di volersi rivolgere privatamente a Zanardi e gli scrisse, ricevendo un messaggio che oggi suona come una eredità: “Fare la salita di Arquà Petrarca con la carrozzina è da uomini veri”.

Oltre al carisma del leader Zanardi, Federico Rossi ha voluto sottolineare l’umiltà dell’uomo, Alex, ricordando come durante le gare fosse sempre il primo a chinarsi sugli attrezzi degli altri atleti, sporcandosi le mani per cercare soluzioni tecniche o migliorie che potessero aiutare i debuttanti: “Mi ha sempre colpito la tua volontà di conoscere e saper essere d’aiuto. Nelle diverse gare alle quali ho potuto partecipare è sempre stato curioso vederti occupato nel cercare di trovare soluzioni e possibili migliorie sugli attrezzi sportivi necessari alle persone con disabilità che si trovavano per la prima volta ad approcciarsi allo sport paralimpico”.
Federico Rossi chiude il suo omaggio con un pensiero rivolto non solo al campione, ma ad una persona che è stata importante nella sua vita: “Ti voglio ricordare così, un atleta ma prima di tutto una grande persona. Buon viaggio Alex”.
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