Sicurezza, Cioni e Scanavin non ci stanno: “Altro che ostruzionismo, noi chiediamo risposte”

La puntata di Senti Chi Parla ha avuto l’effetto di un detonatore. Le parole dei sindaci di Schio e Thiene, che avevano denunciato un’opposizione “strumentale” e incline all’ostruzionismo, hanno provocato una reazione immediata da parte di Fratelli d’Italia.
Il partito, che nei due comuni guida i gruppi consiliari di minoranza, respinge ogni accusa e parla apertamente di “mistificazione” e “discredito”.
A Schio, Alex Cioni contesta la ricostruzione della sindaca Marigo e rivendica una lettura più ampia del disagio giovanile. Per l’esponente di FdI, ridurre tutto alla scuola significa ignorare “famiglie che in molti casi non ci sono o hanno rinunciato al loro ruolo educativo”.
Cioni insiste anche sulla dimensione culturale del fenomeno: “Quando si parla di ragazzi di seconda generazione o dei cosiddetti maranza, non si può far finta che non esista un problema di modelli, valori e integrazione reale. Dire che è l’Italia il problema è una lettura semplicistica e ideologica. In alcuni contesti manca un’adesione minima alle regole della convivenza civile”. E sul commissariato dell’Alto Vicentino, rilanciato dai sindaci, afferma che “continuare a riproporlo senza che esistano le condizioni concrete rischia di trasformarlo in propaganda”, invitando a lavorare su ciò che è realmente attuabile, rafforzando i presidi esistenti.
Ma è da Thiene che la risposta assume un tono ancora più diretto e fendente. La capogruppo Giulia Scanavin, chiamata in causa dalle accuse di ostruzionismo, parla di un attacco politico che – sostiene – non fotografa la realtà del lavoro svolto dal suo gruppo. E lo dice con parole nette, che segnano una rottura evidente con la narrazione della maggioranza. La prima contestazione riguarda l’idea che l’opposizione non abbia avanzato proposte: “Le parole del sindaco restituiscono un quadro che non solo non condividiamo, ma che riteniamo profondamente distorto. Parlare di assenza di proposte è semplicemente non corrispondente al vero. Il mio gruppo consiliare FdI ha lavorato in modo costante, dentro e fuori le sedi istituzionali, con atti formali e momenti pubblici di approfondimento. Il punto non è mai stata la mancanza di idee, ma la totale assenza di ascolto”. Scanavin respinge poi l’etichetta di ostruzionismo, che considera un tentativo di delegittimazione personale e politica: “Definire questo lavoro “ostruzionismo” è un tentativo evidente di screditare chi esercita un ruolo di controllo. Interrogazioni, mozioni e accessi agli atti non nascono per capriccio: sono stati necessari perché abbiamo riscontrato irregolarità e criticità che meritavano approfondimenti seri. Se non ci fossero stati motivi fondati, non li avremmo presentati. Questa è responsabilità istituzionale, non propaganda, e i numeri che il sindaco ha evidenziato sono relativi a ben quattro anni di mandato”.
l tema della sicurezza, al centro della puntata, è per Scanavin il punto più sensibile: “I cittadini chiedono risposte concrete, non giustificazioni continue né distrazioni: siamo stanchi delle canzoni e di tutto ciò che non porta soluzioni reali. E sulla sicurezza non si può più far finta di nulla. Non è solo una questione di strumenti, ma di attenzione e presenza. Di fronte a episodi di aggressione, ci risulta che in alcuni casi sia mancato perfino un gesto minimo di vicinanza alle vittime. Un fatto grave, che dice molto più di tante parole”. La capogruppo thienese ribalta infine il richiamo alla collaborazione, formulato dai sindaci in trasmissione, e denuncia un clima politico che definisce “insostenibile”: “Se davvero si vuole parlare di collaborazione, lo si dimostri nei fatti: smettendo di delegittimare il mio gruppo consiliare, che lavora alacremente per il bene della comunità, e iniziando finalmente ad ascoltare. Fino ad allora, certe dichiarazioni restano solo un modo per nascondere problemi che sono sotto gli occhi di tutti e mistificare la realtà. Questo discredito continuo non lo accetto più”.
Ma è sul tema della sinergia istituzionale che Scanavin affonda il colpo più politico, richiamando una proposta già depositata e mai accolta: “Sulla necessità di fare squadra e costruire sinergia siamo pienamente d’accordo. Proprio per questo lascia perplessi sentire questi richiami, quando una proposta concreta in questa direzione esiste già da tempo ed è rimasta inascoltata. Abbiamo infatti presentato un patto per la sicurezza che prevede uno scambio di informazioni in tempo reale tra tutte le forze dell’ordine e l’amministrazione, uno strumento operativo che va esattamente nella direzione indicata anche dalla Questura: collaborazione vera, non solo evocata. Questa è la sinergia di cui si parla. e parole sulla collaborazione sono condivisibili, ma devono tradursi in scelte concrete. Altrimenti il rischio è che restino solo dichiarazioni, mentre le soluzioni – quelle vere – rimangono ferme”.
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