Arcadia divide ancora, FdI chiede lo stop al contratto: “Marigo non si limiti a chiacchiere”

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Nel pieno di una crisi politica che da mesi attanaglia Palazzo Garbin, il Consiglio comunale di Schio si prepara a discutere un nuovo fronte di scontro: la gestione dell’immobile comunale di via Lago di Tovel, sede del Centro Sociale Arcadia. Lunedì 23 febbraio approderà infatti in aula una mozione di Fratelli d’Italia che chiede alla Giunta di avviare l’istruttoria per la risoluzione anticipata del contratto di locazione con l’associazione Agorà, ritenuta dai proponenti lo “schermo giuridico” attraverso cui i collettivi dell’estrema sinistra avrebbero ottenuto l’uso del capannone comunale.

Un tema già di per sé divisivo, che arriva però in un momento politico particolarmente delicato: la maggioranza civica è attraversata da tensioni interne, le opposizioni incalzano e il clima in aula è tutt’altro che disteso. La mozione di FdI rischia dunque di trasformarsi nell’innesco di un nuovo, acceso confronto. Un documento, quello presentato da Fratelli d’Italia, che ripercorre gli episodi che negli ultimi anni hanno visto protagonisti attivisti riconducibili ad Arcadia: dall’occupazione dei chiostri di San Francesco nel 2017, agli scontri con la Polizia del 7 luglio 2020, fino ai più recenti fatti di cronaca che hanno coinvolto esponenti del collettivo a Vicenza, Padova e, a fine novembre, nuovamente nel centro storico di Schio. Secondo i consiglieri di FdI, l’immobile comunale – concesso a canone agevolato per finalità sociali e per la prevenzione del disagio giovanile – sarebbe stato utilizzato “come base logistica dell’antagonismo radicale”, in contrasto con le finalità dichiarate. “Sono anni che la città è costretta a convivere con i comportamenti turbolenti e incivili di questi gruppi”, afferma il capogruppo Alex Cioni, che accusa prima il centrosinistra e poi l’attuale maggioranza civica di aver “tollerato questa situazione”. “Ora è arrivato il momento di darci un taglio”.

Il consigliere Gianmario Munari richiama in particolare quanto accaduto il 27 novembre in piazza Alessandro Rossi, quando il confronto tra manifestanti e Forze dell’Ordine è degenerato fino all’uso di idranti e cariche di alleggerimento. “Mentre i cittadini chiedono sicurezza e pagano le tasse per garantirla, l’Amministrazione concede spazi pubblici a soggetti più volte coinvolti in episodi di violenza e vandalismo”, sostiene Munari. “Arcadia non è un centro ricreativo neutro, ma uno spazio che funge da riferimento stabile per l’area antagonista”. FdI collega inoltre la situazione scledense ai recenti episodi di violenza urbana registrati a Torino e Milano, che hanno riportato al centro del dibattito nazionale il ruolo dei centri sociali e il tema dell’ordine pubblico.

La mozione non si limita a chiedere l’avvio delle verifiche amministrative per valutare la risoluzione del contratto, ma pretende una presa di posizione netta: condanna di ogni forma di violenza politica e piena solidarietà alle forze dell’ordine. Cioni richiama anche le dichiarazioni rilasciate dal Sindaco a novembre, quando aveva affermato che “i responsabili delle violenze dovrebbero stare lontani dalla città”. Per il capogruppo di FdI, però, non bastano “le solite dichiarazioni di circostanza, ripetute sino ad oggi”. “Verso i violenti servono atti concreti, non chiacchiere”, aggiunge, accusando il sindaco Marigo di “esercizi di ipocrisia”. Per Fratelli d’Italia, la strada è dunque più chiara che mai: aprire un’istruttoria “seria”, esercitare con rigore il dovere di vigilanza sull’utilizzo del patrimonio comunale e verificare se l’immobile sia impiegato nel rispetto delle finalità sociali previste dal contratto. E agire di conseguenza.

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