“Centro storico sotto assedio”, Cioni lancia l’allarme, Marigo frena: “Narrazione fuorviante”

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Un episodio di violenza avvenuto nel cuore di Schio ha riacceso il dibattito politico sulla sicurezza urbana e sullo stato del centro storico. L’aggressione, avvenuta a pochi passi dalla sede della polizia locale, ha suscitato reazioni forti e contrapposte tra maggioranza e opposizione, portando in primo piano due visioni divergenti sul tema della sicurezza: quella del capogruppo di Fratelli d’Italia, Alex Cioni, e quella della sindaca Cristina Marigo.

Un confronto che non si limita alla lettura dei fatti, ma si estende alla definizione stessa di “sicurezza”, al ruolo della percezione pubblica e alla responsabilità delle istituzioni. Da un lato, Cioni denuncia un degrado crescente e una gestione miope da parte dell’amministrazione; dall’altro, Marigo rivendica l’impegno costante delle forze dell’ordine e invita a non cedere a narrazioni distorte. In mezzo, i cittadini, chiamati a riflettere non solo sui fatti.

Alex Cioni

La posizione di Alex Cioni (Fratelli d’Italia): “Marigo apra gli occhi alla realtà”
Alex Cioni, capogruppo di FdI a Palazzo Garbin, ha commentato con durezza l’aggressione, definendola “gravissima” e sottolineando la vicinanza alla persona colpita. Ma il suo intervento va oltre il singolo episodio: “Questo fatto riporta all’ordine del giorno il tema del progressivo decadimento in cui versa il cuore della città”.
Secondo Cioni, il centro storico di Schio sarebbe diventato “teatro di fatti sgradevoli come baruffe, tensioni e comportamenti incivili, soprattutto tra immigrati”, e accusa l’amministrazione comunale di ignorare il problema: “La gravità del problema continua a sfuggire all’amministrazione, chiusa nella sua dimensione ovattata di palazzo”.
Il consigliere insiste sul concetto di “insicurezza reale, non solo percepita”, attribuendo parte della responsabilità alla presenza di “sedicenti profughi” e al sistema di accoglienza gestito dalle cooperative: “Questa è la verità dei fatti, anche se non piace ai buonisti arcobaleno – afferma, criticando l’uso politico della percezione da parte degli amministratori – quando è diffusa in modo così capillare, per un sindaco dovrebbe comunque diventare un campanello d’allarme”.

La sindaca di Schio Cristina Marigo

La replica della sindaca Cristina Marigo: “Nessuna sottovalutazione”
La sindaca di Schio, Cristina Marigo, ha risposto con fermezza alle accuse, sottolineando che “nessuna sottovalutazione” è in atto da parte dell’amministrazione. “Comprendo e condivido la preoccupazione dei cittadini di fronte a fatti come questi, ma attenzione – ha dichiarato invitando a distinguere tra percezione e realtà – perché affidarsi solo alla percezione può essere fuorviante”. Marigo ha rivendicato il lavoro svolto in sinergia con le forze dell’ordine e gli enti territoriali, citando interventi recenti che hanno evitato situazioni potenzialmente drammatiche: “Molto spesso viene ignorato ciò che sul territorio fanno le forze dell’ordine in via preventiva”, ha sottolineato, lamentando una narrazione parziale e sensazionalistica. La sindaca ha anche criticato l’uso dei social come “campo franco” per attacchi superficiali alle istituzioni, che “alimentano il senso di insicurezza e diffondono informazioni false”. Secondo Marigo, Schio non sarebbe affatto una città abbandonata, ma un territorio dove l’attenzione e il coordinamento tra enti sono costanti.

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