Orsi furioso con il Pd e Marigo. “Dimissioni date col via libera del sindaco, altro che trame”

Accuse incrociate, dentro e fuori dall’aula, ma una maggioranza che dovrebbe navigare in acque leggermente più tranquille, dopo la seduta del consiglio comunale di Schio di ieri sera, 25 febbraio, nella quale finalmente è passata l’elezione di presidente e vicepresidente del Consiglio Comunale.
La cronaca
Per quel che riguarda i fatti, va segnalato che con le dimissioni di Luciana Maria Carpi e Loredana Spinato, dopo la rinuncia di Marco Calesella che era il primo non eletto, sono entrati in consiglio comunale Eihadji Omar Gueye e Monica Smiderle, che si affiancano al neoconsigliere Mattia Marchioro. Merita una segnalazione dell’ingresso a Palazzo Garbin del primo consigliere comunale di origini africane e precisamente senegalesi: il primo consigliere comunale nero, 55 anni, residente a Schio da moltissimi anni e figura di punta della vivace comunità senegalese scledense. Sia Gueye che Smiderle fanno parte della lista Noi Cittadini.
Successivamente, l’aula ha votato per l’elezione del nuovo presidente del Consiglio comunale, dopo le dimissioni di Valter Orsi a fine anno, anch’egli appartenente al gruppo Noi Cittadini con Cristina Marigo. Sergio Secondin è stato (finalmente) eletto con 14 voti (segreti) su 24 e 10 astenuti: è al suo terzo mandato. Eletta inoltre come vicepresidente del Consiglio comunale, la consigliera comunale Cristiana Dalla Fina.

Gli aspetti politici
Sulla carta, l’elezione dovrebbe segnare (il condizionale è d’obbligo) l’uscita da una fase complessa dell’assemblea cittadina e l’avvio della sua piena funzionalità, dopo alcune sedute in cui non si era arrivati all’elezione del presidente. L’ultima, lunedì 23 febbraio, era stata parecchio movimentata, in quanto ci si era giunti con due consigliere che avevano già fatto protocollare le proprie dimissioni (Carpi mercoledì 18 e Spinato venerdì 20 febbraio). La maggioranza aveva accolto la proposta dell’opposizione di centro sinistra di posticipare il momento elettivo per ragioni di opportunità ed eleganza istituzionale, non essendo ancora stato possibile procedere alla surroga delle consigliere dimissionarie.
In sostanza, Fratelli d’Italia avrebbe proposto al centrosinistra di dare le dimissioni lunedì sera, per far cadere l’amministrazione Marigo e tornare al voto a maggio, di diverso parere il centro sinistra e proprio l’intervento di Giovanni Battistella (Partito Democratico) ha dato fuoco alle polveri e sancito una spaccatura con l’altra minoranza che comprende ora anche i due consiglieri approdati al gruppo misto (Nardi e Bertoldo). “Non c’era il contesto per dare le dimissioni perchè le surroghe c’erano. Sarebbe stato un golpe nei confronti della città”. Respingiamo le accuse di non aver avuto il coraggio di far cadere la giunta lunedì sera. Non ci sottraiamo al confronto e non cambia la nostra posizione rispetto all’operato di questa amministrazione, ma sentiamo la responsabilità di far uscire Schio dal caos. Abbiamo deciso in modo compatto e convinto. La sindaca non è stata salvata da Eberle, ma dai numeri”. E poi evoca un ipotetico ruolo dell’ex sindaco Valter Orsi, ipotizzando un accordo con Fratelli d’Italia: “Chi ci da dei codardi un mese fa era nella maggioranza. E’ stato messo in campo un teatrino costruito ad hoc dal presidente dimesso insieme con la lista che governa in Italia”.
Nel suo intervento, la sindaca Cristina Marigo ha sottolineato la sua condivisione dell’atteggiamento del centro sinistra, che ha ringraziato per l’atteggiamento responsabile: “Potevamo rischiare di andare a casa, con il concreto rischio di commissariamento. E’ giusto dirlo con chiarezza. La situazione di difficoltà e di rottura all’interno della maggioranza, che si è manifestata negli ultimi due mesi, è stata reale e ha inciso in modo significativo sull’operatività del Consiglio comunale. È una fase che abbiamo attraversato cercando di mantenere sempre trasparenza e correttezza nei confronti dei cittadini e di chi ci ha accordato fiducia, evitando il più possibile congetture e polemiche, perché la nostra priorità è stata comprendere come superare le difficoltà”.
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“Ci sono scenari di crisi politica palese, scaricare su di noi, come ne fossimo responsabili – ha puntualizzato piccato il capogruppo di Fratelli d’Italia alex Cioni – e il compito dell’opposizione è mandare a casa chi governa. Per noi non è un problema andare avanti, perchè noi l’opposizione l’abbiamo fatta e continueremo a farla. Come opposizioni, se fossimo stati coerenti dovevamo dimetterci lunedì è una sciocchezza. Tre mesi di commissariamento, ridando la parola ai cittadini, non sarebbe stata una tragedia. Una maggioranza non si esprime solo con i numeri, ma con scelte politiche”. A sua volta, Alessandro Maculan, assessore all’ambiente, ha sottolineato come “per tecnicismi questa maggioranza lunedì poteva essere mandata a casa”. Sorpresa per l’atteggiamento del Pd l’ha espressa anche Anna Nardi, capogruppo del gruppo misto.
Orsi furioso con Marigo e il Pd
La polemica si è riverberata immediatamente fuori dall’aula con le dichiarazioni proprio dellìex presidente del consiglio comunale Valter Orsi. “Ho ascoltato le dichiarazioni del consigliere Battistella nell’ambito della discussione che ha portato all’elezione del presidente del Consiglio Comunale di Schio, – ha dichiarato la sera stessa -e ne rimango basito, perché mi è sembrato di ascoltare un racconto di fantascenza; dichiarare che il sottoscritto avrebbe ordito una manovra per indurre la decadenza dello stesso Consiglio Comunale con un accordo con FdI per ritornare alle elezioni risulta essere una vera mistificazione della realtà, in quanto se l’intenzione fosse stata questa ne avremmo avuto i numeri. Questa ipotesi non è mai stata negli obiettivi dei consiglieri che da tempo mettono in discussione alcune scelte e le metodologie di lavoro, inesistenti per quel che riguarda il coinvolgimento”.
“Posso capire il Battistella – prosegue Orsi – che non vedeva l’ora di vendicarsi gettando un’onta su chi ha costretto il centro sinistra nel ruolo di minoranza dopo decenni di governo, ma quello che non riesco a concepire è l’accondiscendenza del Sindaco a queste dichiarazioni. Voglio ricordare che le parole dei consiglieri dimissionari e quelli passati al gruppo misto sono state riportate nelle poche occasioni in cui sono stati organizzati incontri di gruppo interni nei quali c’è stata la possibilità di parlare di “gestione pubblica”, mai in altri luoghi. E si è svolta nei modi e nei metodi di un onesto confronto, senza mai bloccare qualsiasi azione amministrativa. Quando si è capito che non erano accettate le istanze, le dimissioni sono state concordate con lo stesso Sindaco al fine di evitare che nonostante diversi punti di vista non si mettessero in gioco il rapporto di collaborazione decennale. Anzi, per essere ancora più precisi, le dimissioni non sono state depositate, nell’ordine in cui si sono svolte, prima di aver ricevuto il via libera dello stesso Sindaco, proprio con la finalità di non mettere a rischio la maggioranza di governo. Alla luce di quanto sentito poco fa, credo di aver parlato e scritto con una persona diversa da quella che conoscevo”.
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