Droga in Valletta, confronto aspro fra Orsi e Cunegato. “Compromessa l’indagine”

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Alla fine, ognuno è rimasto sulle posizioni note e la domanda fondamentale – c’è stata o no un’operazione antidroga della polizia locale in Valletta a Schio il pomeriggio di domenica 18 febbraio? – è rimasta senza risposta. C’era una folla di cittadini in consiglio comunale a Schio ieri sera, dove l’avvio della seduta era dedicato alla risposta del sindaco Valter Orsi all’interrogazione del consigliere di minoranza di TessiAmo Schio, Carlo Cunegato, sulle incongruenze di comunicazione relative a un’operazione antidroga della polizia locale guidata dal comandante Giovanni Scarpellini. Comandante che era seduto fra il pubblico insieme con la sua vice Katia Dal Masetto e al presidente del Consorzio di polizia locale Alto vicentino, Albino Mosele.

L’intervento di Cunegato. “Quando ho sentito – ha affermato Cunegato leggendo un intervento diverso dall’interrogazione depositata – che una notizia che riguardava la nostra città poteva non essere vera, come cittadino e come rappresentante dei cittadini ho sentito il dovere di fare chiarezza: ho scritto un’interrogazione e poi ho affermato, di fronte al silenzio del sindaco sulla stampa, che se fosse stato vero sarebbe stato grave. Poi non ho più parlato per quindici giorni. Nel frattempo chi diceva di tenere bassi i toni contemporaneamente scatenava domande, illazioni, conclusioni, virgolettati inventati che non corrispondevano alle mie parole, perfino minacce”.

Cunegato si è rivolto ad Orsi su un piano politico: “Non ho mai avuto nulla contro il comandante Scarpellini di cui non contesto il suo impegno per la nostra città. Proprio per questo la interrogo, in quanto autorità di pubblica sicurezza, e come principale committente del Consorzio. Non mi interessa fare un processo, ma capire cosa è successo e perché”. Ha definito poi “paradossale” e “surreale” l’atteggiamento del sindaco, che “invece di tentare di rispondere ad una domanda legittima, ha cercato di delegittimare chi l’ha posta”. “L’interrogazione – ha aggiunto – l’ho posta io a lei proprio perché è nella posizione di accedere a ciò a cui io non posso accedere. Non lo deve solo a me, ma a tutti i capigruppo che, al di là delle polemiche politiche che sono nella natura delle cose, hanno sostenuto compatti che bisogna fare chiarezza”. Una questione ritenuta dal consigliere di minoranza importante perché “ciò che leggiamo costruisce la nostra percezione della realtà. Per questo dobbiamo pretendere un maggior rigore e una maggior trasparenza”.

Cunegato nel suo intervento è passato poi ad evidenziare le contraddizioni del caso: “Perché si afferma l’esigenza di tutelare una minorenne e contemporaneamente si parla di una quindicenne di Schio e quindi si identificano l’età, il sesso e la provenienza? Perché si evoca la segretezza dell’indagine e contemporaneamente si scrive un comunicato stampa? Nell’articolo del 22 febbraio la ragazza acquistava la droga da ‘giovani immigrati’, invece nell’articolo del 13 marzo i giovani immigrati diventavano ‘un ventenne’”. Cunegato ha ricordato gli articoli che hanno confermato le sue perplessità, compreso quello del Giornale di Vicenza che cita il verbale 282 della procura, nel quale “non si parla né di Schio, né della Valletta” e per il quale “il reato di detenzione e spaccio di droga è stato commesso a Tonezza del Cimone, il 19 febbraio e quel giorno sarebbe stata sequestrata la droga”.

La risposta di Orsi. La risposta del primo cittadino a Cunegato (che su Facebook si era chiesto se si era “arrivati ad inventare una notizia per delegittimare qualche immigrato”) è stata durissima. “A causa del polverone sollevato dal consigliere Cunegato un’importante indagine antidroga della polizia locale è stata gravemente pregiudicata” ha affermato Orsi, informando il consiglio comunale di una nota inviatagli dallo stesso Scarpellini e diretta all’autorità giudiziaria. L’indagine – stando alla nota che Scarpellini ha fatto pervenire in comune poche ore prima – avrebbe portato a un’operazione con il reparto mobile della polizia di stato per la cinturazione dell’area. “Complimenti a tutti – ha affermato perentorio il sindaco di Schio – avete raggiunto vostro scopo, vi siete messi da una parte ben chiara, ma io sono dall’altra”.

Orsi, a Scarpellini e ai suoi uomini ho confermato “massima e illimitata stima, sarò sempre al vostro fianco in tutti i vostri futuri incarichi” ha affermato, parlando di “macchina dell’infamia” della quale “ci si dovrebbe vergognare”. Il sindaco ha sottolineato anche come quello in questione sia “un caso delicato di lotta agli stupefacenti che vede coinvolta una minore, un caso da trattare quindi con una certa etica. Non insegnerò io al comandante, con la sua esperienza ventennale, come fare il suo lavoro. Gli atti istruttori sono secretati e nemmeno il sindaco può accedervi”.

Il primo cittadino ha accusato Cunegato di agire “come un militante dei centri sociali” e poi, soffermandosi sul suo ruolo di insegnante, ha citato la vicenda della “prof” che ad una manifestazione a Torino ha insultato le forze dell’ordine augurando loro la morte. “Pochi giorni fa – ha proseguito – alcuni militanti presenti qua a Schio hanno volantinato davanti alle scuole chiedendo che vengano dati mezzi per un uso consapevole delle droghe. Abbiamo toccato il fondo: la scuola dovrebbe insegnare il rispetto delle regole civili, non queste cose. Il mandato alla polizia locale, è chiaro, manderò ancora se necessario controlli, anche nelle scuole, dove la droga non deve entrare”.

Orsi ha anche invitato i referenti e gli iscritti al Pd locale a prendano una posizione chiara su questi temi. Un’affermazione non caduta a caso, dato che proprio in questi giorni due esponenti del direttivo del Pd scledense, Vanni Potente e Chiara Guglielmi, si sono dimessi perché in disaccordo con il comunicato del capogruppo e del segretario in appoggio alla richiesta di chiarezza di Cunegato.

Solo alla fine, il sindaco ha dato la sua risposta in merito all’interrogazione, confermando di non essere stato preventivamente al corrente dell’operazione, “come spesso accade sia con la polizia locale che con i carabinieri. Alla polizia locale quello che io chiedo sono i risultati”. Una risposta che, ovviamente, non ha soddisfatto il consigliere comunale di TessiAmo Schio.

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