Mani lunghe al Prix, le pickpocket colpiscono gli anziani: “Mamma non vuole più uscire”

Succede tutto in pochi secondi, con una naturalezza studiata che lascia disorientati. Un urto “casuale”, una mano che si allunga, un portafogli che sparisce. E la vittima, quasi sempre un’anziana sola, che se ne accorge troppo tardi. Al Prix di Marano Vicentino, negli ultimi giorni, il copione si sarebbe ripetuto almeno tre o quattro volte, sempre uguale, sempre con la stessa precisione.
Le protagoniste sarebbero due donne dell’Est Europa, descritte come gentili, sorridenti, persino premurose nel momento in cui fingono di scusarsi. Una si avvicina, urta la spalla o il carrello, si prodiga in gesti ampi e parole affannate. L’altra, mentre l’attenzione della vittima è catturata, agisce con una rapidità chirurgica: apre la borsa, sfila il portafogli e si allontana come se nulla fosse. Una tecnica da manuale, che ha lasciato dietro di sé una scia di rabbia e frustrazione. Le denunce sarebbero già arrivate ai Carabinieri, che avrebbero avviato accertamenti per individuare le due borseggiatrici. Le testimonianze raccolte parlano di episodi ravvicinati, quasi quotidiani, tanto da far pensare a un’azione mirata verso un bersaglio facile: gli anziani che fanno la spesa da soli.
A raccontare la ferita più profonda non è però il danno economico, ma quello emotivo. Una lettrice ha scritto alla nostra redazione per dare voce alla madre, una donna di oltre ottant’anni che non aveva mai avuto paura di nulla: “Mamma è venuta a casa frastornata e arrabbiata, quasi più con sé stessa che con le ladre – ci scrive – si sentiva una sprovveduta. È sempre stata autonoma, indipendente. Sentirla dire che non vuole più andare a fare la spesa da sola mi ha fatto male. Non è solo il furto: è la dignità che ti portano via”.
È questo il punto che colpisce di più: il senso di colpa che si insinua nelle vittime, come se la responsabilità fosse loro. Ma non lo è. Nessuno è immune a mani così allenate, a strategie così collaudate. E nessuno dovrebbe sentirsi in difetto per essere stato ingannato. Intanto, al Prix si respira un’aria di allerta. I clienti si guardano attorno, i dipendenti osservano con più attenzione, e la speranza è che le due ladre vengano presto identificate. Perché dietro ogni portafogli rubato c’è una storia, un equilibrio che si incrina, una persona che si sente improvvisamente fragile. E questo, più dei soldi e dei documenti da rifare, è ciò che fa davvero arrabbiare.
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