Piazza Campus è una realtà: sperimentazione ok (e alcune criticità da risolvere)

Dopo quattro mesi di sperimentazione e un lungo percorso condiviso, Piazza Campus prende forma anche visivamente. In viale Tito Livio sono quasi terminati i lavori di colorazione di circa 500 metri quadrati di superficie, trasformando uno spazio destinato prevalentemente al traffico in un luogo pensato per la sicurezza e la mobilità sostenibile e la socialità.

I numeri
Nell’area Campus di Schio, lungo via Tito Livio, convergono ogni giorno circa 3.500 studenti degli istituti superiori, ai quali si aggiungono almeno un migliaio tra insegnanti, personale scolastico e operatori. Quasi cinquemila persone che, due volte al giorno, si concentrano in uno spazio originariamente pensato soprattutto per le automobili. “Se venite qui all’una e quaranta di un giorno scolastico, succedeva l’impossibile”, hanno raccontato i giovani Mobility Starters. La pista ciclabile, invasa da pedoni, era infatti inutilizzabile nelle ore di punta, con un forte rischio di incidenti”.

La sperimentazione al termine di un percorso partecipato
Per rispondere a queste criticità, dal 2 febbraio scorso l’amministrazione ha istituito una zona scolastica con la chiusura al traffico privato nelle fasce orarie di maggiore afflusso, ossia dalle 7.40 alle 8.15 e dalle 13.15 alle 14. Un test che ha dato risultati positivi, pur con alcune criticità in specifiche aree (a nord della cittadella degli studi) dove sarà necessario rafforzare la comunicazione, e che verrà riproposta a settembre con l’avvio del nuovo anno scolastico.

Piazza Campus
Da qui è nata una seconda fase del progetto. Con il supporto di professionisti esterni — tra cui l’ingegner Francesco Seneci e l’art director Anna Lorenzi di Netmobility — Piazza Campus ha abbracciato con i colori i principi dell’urbanistica tattica, o placemaking: riappropriarsi di spazi urbani destinati alle auto per restituirli alle persone. La colorazione dell’asfalto rappresenta proprio il segno tangibile di questo cambiamento, rendendo immediatamente riconoscibile una nuova funzione dello spazio pubblico.
L’intervento ha previsto la colorazione di circa 500 metri quadrati davanti alla palestra Campus Schio-Gramola. L’area centrale sarà dedicata alla pedonalità, mentre la pista ciclabile verrà spostata verso la parte esterna con una nuova segnaletica orizzontale per separare in modo più chiaro pedoni e biciclette. Panchine colorate, decorate con frasi e slogan scelti dagli studenti, diventeranno spazi di sosta e aggregazione. È prevista inoltre un’area dedicata allo street food, trasferita su questo lato della strada per evitare attraversamenti.

“I casi di cronaca legati agli investimenti di ragazzi – commenta la sindaca Cristina Marigo – sono purtroppo una realtà. Abbiamo avuto incidenti legati alle dinamiche del traffico in quest’area. La cosa più importante è che non abbiamo calato nulla dall’alto: abbiamo raccolto le istanze dei ragazzi stessi e costruito il progetto insieme a loro”.
“Volevamo che questo fosse a tutti gli effetti un campo di prova – sottolinea l’assessore alla Mobilità, Alessandro Maculan – e la fase propedeutica di studio è stata molto intensa e partecipata: sono stati analizzati tutti i minimi dettagli. Oggi, a quattro mesi dall’avvio della sperimentazione, possiamo dire che, nonostante la deviazione dei flussi, non si sono verificati ingorghi rilevanti nelle strade limitrofe, pur con qualche criticità da gestire a partire da settembre”.

I mobility starter
Se il progetto ha preso forma, il merito è soprattutto dei ragazzi e delle ragazze. Il gruppo dei Mobility Starters è nato spontaneamente tre anni fa attorno alla passione per la mobilità sostenibile. In orario extrascolastico si sono formati con professionisti, hanno raccolto dati e prodotto analisi poi utilizzate come base progettuale. Alcuni di loro – Dylan, Leonardo, Giovanni, Luca, Michele e Melissa – pur avendo l’esame di maturità la prossima settimana, hanno partecipato in questi giorni ai lavori di colorazione della piazza. “Nel Campus si vive meglio. Già le chiusure hanno fatto un gran lavoro. Speriamo di aver portato un bene comune, uno spazio vivibile anche per chi resta nel pomeriggio. Speriamo che Piazza Campus diventi un punto di ritrovo e di aver lasciato qualcosa di buono per chi verrà”, dichiara uno dei ragazzi. Aggiunge l’assessore all’istruzione e Politiche giovanili, Milva Scortegagna: “Studenti e studentesse hanno avuto un ruolo centrale: hanno analizzato i flussi di mobilità, raccolto dati, proposto soluzioni e promosso iniziative per diffondere una nuova cultura della mobilità sostenibile. Le modifiche alla viabilità sono state costruite insieme alla comunità ed il vero successo di questo progetto non è soltanto la nuova piazza, ma il metodo con cui è stata realizzata: la collaborazione tra amministrazione, cittadini e giovani che dimostra come le trasformazioni più importanti si costruiscano insieme”. 

Il prossimo appuntamento è già fissato per settembre, quando Piazza Campus diventerà uno dei luoghi simbolo della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile. L’obiettivo è quello di far comprendere ai cittadini che quello spazio non è stato sottratto alle automobili, ma restituito alle persone.

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