Cunegato contro Donazzan: “Minaccia querele per monetizzare il dissenso?”

Scontro di fuoco fra il consigliere regionale di Alleanza Verdi Sinistra Carlo Cunegato e l’eurodeputata di Fratelli d’Italia Elena Donazzan, con bordate destinate a lasciare il segno.
Dopo che il consigliere regionale scledense aveva preso le difese del parroco di Sarcedo, Fabio Miglioranza, a cui Donazzan ha minacciato querela per diffamazione via social. “Il dibattito sulla querela della eurodeputata Donazzan al parroco di Sarcedo Don Fabio Miglioranza ha fatto emergere l’esistenza di un sistema che non posso più non denunciare” spiega Cunegato, del quale l’eurodeputata.
In questa contesa dialettica social dai toni sempre più accesi, l’eurodeputata ha pubblicato nei giorni scorsi sui suoi canali social la corrispondenza privata che avevo il consigliere regionale aveva avuto con il suo avvocato, accompagnato dal commento: “Voce grossa in pubblico, decisamente più mesta in privato. E sarei io l’ipocrita?”.
La violazione della privacy e il “sistema”
“La violazione della corrispondenza privata e della privacy – commenta l’esponente di Avs – è un reato previsto dall’articolo 616 comma 2. Potrei denunciare l’eurodeputata, ma non lo farò, perché non sono come lei. Potrei querelare molte persone che mi insultano pubblicamente, quotidianamente, ma non lo ho mai fatto, perché non sono come lei. Per me la politica è un’altra cosa, qualcosa di alto. Questa è una deriva inaccettabile, che segnala il senso di onnipotenza di questa classe dirigente della destra. Donazzan, almeno da molti mesi, – spiega ancora – utilizza in modo sistematico lo strumento della minaccia di querela. Funziona così. Donazzan dice pubblicamente cose orribili, come quando definisce una persona transessuale un demonio, quando afferma che i figli di coppie misti potenziali terroristi, o come quando dice che i bambini morti a Gaza, 20 mila, uno all’ora per due anni, sono figli di terroristi. Insensibile anche di fronte agli omicidi spietati di bambini innocenti. Nei commenti ai post che girano della rete, molte persone sono profondamente, e aggiungo giustamente, indignate di fronte a queste posizioni così discriminatorie e disumane. A volte i toni dei commenti sono eccessivi. L’avvocato della Donazzan manda una lettera in cui minaccia una querela per diffamazione e invita ad una transazione economica entro trenta giorni”.

“Conosco molte persone che hanno ricevuto questa minaccia. Conosco chi, spaventato da queste intimidazioni, ha pagato pur di chiudere la partita. Tutto questo è davvero moralmente basso e intollerabile. Una vergogna”, sentenzia Cunegato, che poi ovviamente spiega che gli insulti sono sempre sbagliati e che tutelarsi dalla diffazione è un diritto. “Lo faccia: presenti una querela e sarà un giudice a stabilire se c’è stata diffamazione. Io sono stato querelato da Zaia, quand’era presidente della Regione. Il giudice mi ha dato ragione e ha archiviato. Funziona così, in democrazia. Ciò che non è accettabile è trasformare la minaccia di querela in una richiesta di denaro rivolta, molte volte, a chi non ha i mezzi per difendersi. Questo sistema serve a intimidire, a ridurre al silenzio chi la critica, guadagnando forse qualche soldo. Noi non ci facciamo intimidire, questo deve saperlo. Questo sistema perverso, che deve finire”.
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