Andrea Verona nell’Olimpo mondiale: campione di Enduro per la nona volta

Più che un campione, ormai è una stella. Quando la polvere del GP del Galles si è finalmente posata, una certezza è rimasta sospesa nell’aria di Rhayader: Andrea Verona è ancora il padrone dell’Enduro2. Il vicentino di Piovene Rocchette ha trasformato l’ultima giornata della stagione 2026 in un manifesto di nervi saldi, talento puro e fame di vittoria.
Con una prestazione feroce, costruita giro dopo giro, ha messo in riga Zach Pichon, difeso il titolo e aggiunto un altro tassello alla sua leggenda: nove titoli mondiali FIM Enduro, un patrimonio sportivo che lo colloca tra i più vincenti di sempre accanto a Josep Garcia. Il weekend gallese era iniziato in salita: una caduta nella prima speciale del sabato aveva complicato tutto, costringendolo a inseguire e a chiudere terzo in Enduro2, mantenendo un solo punto di vantaggio su Pichon. Una vigilia da brividi, la classica situazione in cui la pressione diventa macigno. Ma è proprio lì che Verona ha acceso il motore della sua grandezza: ieri il vicentino ha imposto un ritmo insostenibile per chiunque, accumulando sedici secondi nei primi due giri e blindando la vittoria di classe, accompagnata dal secondo posto nell’EnduroGP. Una risposta netta, definitiva, da campione vero. Dietro questa giornata c’è una storia che parte da molto lontano. Nato a Thiene il 22 aprile 1999 e cresciuto a Piovene Rocchette, Verona è uno dei talenti più cristallini che l’enduro italiano abbia mai prodotto. A tre anni era già in moto, a sei iniziava a gareggiare, a diciotto diventava campione del mondo Youth; da lì una scalata senza pause, dal titolo Junior nel 2019 ai tre Mondiali Enduro1 consecutivi, fino al trionfo assoluto dell’EnduroGP nel 2022 e alla tripletta Enduro2 che oggi lo consacra come uno dei piloti più completi e continui della sua generazione.
Con la KTM Factory Racing ha trovato la dimensione ideale per esprimere una guida fatta di tecnica, lucidità e una capacità rara di alzare il livello quando conta davvero. Il 2026 aggiunge un altro capitolo alla sua leggenda, ma non la chiude. Verona ha solo ventisette anni, una fame che non conosce pause e una serenità agonistica che appartiene ai campioni destinati a lasciare un segno profondo. Piovene Rocchette lo guarda come un orgoglio di casa, l’Italia come un simbolo di eccellenza sportiva. E il mondo dell’enduro sa che, finché ci sarà lui in speciale, ogni gara avrà un protagonista annunciato: Andrea Verona, il ragazzo che ha trasformato la sua terra in una pista e la sua passione in una collezione di titoli.