Compleanno al Pronto Soccorso. “Grazie agli operatori, il sistema non crolla per merito loro”

Passare il proprio compleanno al Pronto Soccorso di Santorso non è il piano di nessuno. Eppure, per accompagnare il marito infortunato Orianna Zaltron, e professionista della Sanità dell’Alto Vicentino e oggi attivista con Coalizione Civica ed il Comitato Salute Pubblica, ha colto l’occasione per osservare quella macchina complessa che è l’emergenza.
Il suo non è un racconto di lamentele, ma un ringraziamento pubblico a quegli operatori che ci mettono l’anima anche se l’organico è sotto-dimensionato e non mancano mai di empatia e gentilezza.
Ma è un ringraziamento che fa riflettere e riaccendo i riflettori su una sanità che era un’eccellenza e oggi sembra sgretolarsi sempre di più: “Un paio di giorni lì farebbero bene a tutti per capire quanto sono bravi i nostri operatori. E, soprattutto, quanto sono pochi”, ha evidenziato Zaltron in un post sulla sua pagina social.
Il fulcro del messaggio è una distinzione netta: se il sistema regge, il merito è prevalentemente di chi indossa il camice.
“Se la nostra sanità funziona ancora, dipende in primis dall’umanità e dal sacrificio degli operatori, e molto meno da un’organizzazione rigida e da regole imposte dai vertici politici che sembrano ignorare la realtà dei reparti”.
È il paradosso di una sanità che sopravvive nonostante le direttive, non grazie a esse. Il ricordo di Orianna va anche al periodo del Covid quando, in altri momenti di necessità di accesso al Pronto Soccorso, si è trovata supportata da personale eccellente, nonostante l’esiguo numero in corsia.
Orianna Zaltron la Sanità locale la conosce bene: 30 anni nella vecchia Ulss4 (che precedeva la Ulss7 Alto Vicentino) e che lei definisce “un paradiso rispetto a oggi”. Ora Orianna è attivista per la Sanità Pubblica, referente per il Comitato Salute Pubblica Altovicentino.

Zaltron, contattata per affrofondire il suo pensiero, ha voluto mandare un appello al presidente del veneto Alberto Stefani: “Basta aziendalizzazione, torniamo alla prevenzione”. Il messaggio rivolto alla direzione generale e alla politica regionale è un richiamo alla realtà che non ammette repliche. La priorità assoluta per Orianna Zaltron è rivedere il modello dell’aziendalizzazione. La salute non è un’azienda e i cittadini non sono clienti, trattarli come tali ha portato allo svuotamento del territorio e alla demotivazione del personale.
Secondo l’attivista, per fermare questa corsa verso la distruzione di un sistema sanitario sano che mette al centro il cittadino e la salute serve investire sulle persone e sostenere gli operatori economicamente, ma anche coinvolgerli concretamente nei processi decisionali.
Serve poi far funzionare il territorio, che è il vero grade malato del sistema attuale, in quanto riversa ogni criticità sui Pronto Soccorso. Fondamentale è rimettere al centro la prevenzione, vera barriera che distingue il pubblico dal privato. Investire in prevenzione infatti non significa sono fare del bene ai cittadini ma anche risparmiare domani (l’interesse economico del privato sta infatti nella cura, non nella prevenzione, n.d.r.).
“La vecchia Ulss 4 era un paradiso rispetto ad oggi – conclude Orianna Zaltron conclude con un pizzico di nostalgia ma molta grinta – Questa deriva non è inarrestabile. Possiamo fermarla, ma serve l’impegno di tutti”.
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