In pensione la psicologa Emilia Laugelli: “L’ospedale è il luogo della vera comunità”

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Ha deposto il camice e chiuso la porta del suo ufficio, poi ha timbrato il cartellino, per l’ultima volta, lo scorso 20 marzo, la dottoressa Emilia Laugelli. E’ arrivato il momento della pensione. Scledense ma di orgogliose origini calabre, per oltre dieci anni assessora al sociale del Comune di Schio (con i sindaci Berlato Sella e Dalla Via), ma soprattutto psicologa, Laugelli era la responsabile del servizio di psicologia clinica all’ospedale di Santorso e per oltre dieci anni ha diretto il servizio regionale antisuicidi Inoltre, che risponde al numero verde 800-334343.

Nei suoi anni di lavoro ha incontrato centinaia di pazienti nei loro momenti di maggiore fragilità, che si trattasse della scoperta di un cancro, di una maternità psicologicamente complessa, di una donna arrivata in pronto soccorso pestata dal marito o di una persona decisa a farla finita.

“Una carriera costruita ogni giorno accanto alle persone – dice il direttore generale dell’Ulss 7 Pedemontana, Giovanni Carretta, che l’ha incontrata per un saluto – tra cura, ascolto e relazioni, che l’ha vista protagonista nello sviluppo di servizi innovativi e nella presa in carico delle fragilità, dal Centro di Salute Mentale di Schio alla Uosp di Psicologia Clinica Ospedaliera presso l’Ospedale di Santorso”.
Emilia Laugelli ha infatti contribuito alla crescita di percorsi fondamentali per il territorio, come il supporto psicologico nei momenti più complessi della malattia, i servizi per famiglie, minori e situazioni di vulnerabilità, il progetto del numero regionale anti-suicidi, con uno sportello di ascolto e prevenzione del disagio attivo 24 ore su 24. “Un impegno – dice ancora l’Ulss 7 – portato avanti sempre con una convinzione profonda: la salute nasce anche dalle relazioni, dalla capacità di esserci davvero, accanto alle persone, nei momenti più difficili. A nome dell’Azienda e della comunità, ringraziamo la dottoressa Laugelli per la professionalità, l’umanità e la dedizione dimostrata in tutta la sua carriera”.

“L’ospedale è un concentrato di mondo dove si è veri”
“L’ospedale – ha scritto lei sui social ringraziando anche tutti i colleghi e le colleghe – è il luogo dove l’umanità ha un senso, è il luogo della vera Comunità, dove le persone abbassano le difese e si affidano. E’ il luogo della fiducia, della cura, della capacità di guardarsi negli occhi e fidarsi. Ho respirato a fondo, per molti anni, l’odore di tutti i reparti del mio ospedale, dove era pregnante quello della paura, delle incertezze, dei timori dei ricoveri, del terrore delle diagnosi. Ma anche quello della speranza, della fiducia e della guarigione. Ho incrociato occhi persi, storie drammatiche e diagnosi che hanno travolto vite e famiglie. Siamo stati dentro, insieme, a dolori acuti, a quelli che lacerano l’esistenza e non la ricompongono più com’era prima. Ho affiancato donne lacerate che hanno vissuto il dolore più grande che esista al mondo. Donne straordinarie che mi sono entrate dentro per sempre. E poi tutti i pazienti e le pazienti pervasi dalla malattia, in tutte le sue forme. L’ospedale è un concentrato del mondo, ma quello speciale, il posto dove si riesce ad essere autenticamente veri”. “E a chi si lamenta – aggiunge – per cose superflue o a chi si impegna a spargere odio e cattiverie, gli suggerirei di trascorrere qualche giorno negli ospedali. Dove arriva il dolore, non c’è spazio per l’odio”.

Il saluto di Stefani
“Alla dottoressa Emilia Laugelli rivolgo il grato saluto della Regione e mio personale. Ha legato il suo nome a un’iniziativa allora unica in Italia come il numero verde antisuicidi, creato per supportare e assistere i tanti piccoli imprenditori travolti da una grave crisi economica, e poi per aiutare i cittadini provati dall’epidemia di Covid e dal lockdown. Ha contribuito a salvare vite che, in quelle difficili contingenze, rischiavano di essere perdute”. Così il Presidente della Regione Veneto Alberto Stefani la saluta oggi, dopo quasi quarant’anni di attività. “Laugelli – aggiunge Stefani – è uno di quei sanitari, e nella sanità veneta ce ne sono tanti, che ha avuto la forza di gettare il cuore oltre l’ostacolo, lavorando, si può dire giorno e notte alla ‘creatura numero verde’ che la Regione le affidò e che tanti risultati ha ottenuto e sta ottenendo”.

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