Davide Rebellin: l’autopsia conferma l’impatto mortale. Venerdì i funerali

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Tra una decina di giorni almeno il saluto al campione del ciclismo

Saranno celebrati nel Duomo di Lonigo venerdì 23 alle 10:00, i funerali di Davide Rebellin. La data delle esequie è stata fissata dopo che nel pomeriggio di ieri è stata effettuata all’Ospedale San Bortolo di Vicenza, l’autopsia sul corpo del corridore ucciso il 30 novembre scorso da un camionista tedesco all’altezza di Montebello Vicentino. Prima dei funerali sarà allestita anche la camera ardente per consentire l’omaggio dei tantissimi tifosi a un uomo innamorato del ciclismo e della bicicletta.

L’esito dell’autopsia. Poche le sorprese dopo gli esami effettuati sulla salma di Rebellin. Confermata infatti l’ipotesi iniziale: il corridore vicentino è morto per l’impatto tremendo contro il tir tedesco. L’esame medico disposto dal pm Claudia Brunino e svolto presso l’Ospedale San Bortolo di Vicenza dal medico legale Vito Cirielli ha dunque escluso un possibile malore.

A gennaio sarà effettuata dalla Procura la perizia dinamica per valutare l’impatto mortale. Si terrà conto delle condizioni della bicicletta dopo lo scontro con il mezzo pesante, dei filmati delle telecamere di sorveglianza della zona e dell’esito dell’autopsia. Dopo l’esame, la Procura di Vicenza ha dato l’ok alla restituzione della salma alla famiglia ed è stato possibile fissare la data dei funerali che saranno preceduti dall’apertura della camera ardente.

La storia. Davide Rebellin ha fatto la sua ultima pedalata quel drammatico 30 novembre a 51 anni. Ciclista professionista dall’agosto 1992, si era il 16 ottobre al termine della Veneto Classic chiusa al trentesimo posto, dopo una lunga carriera non sempre facile. Vinse l’argento olimpico a Pechino 2008, ma dovette restituirlo per una discussa positività al Cera (un attivatore continuo del recettore dell’eritropoietina). Rebellin fu poi assolto dal Tribunale di Padova dopo sette anni da qualsiasi accusa di doping. Tra le sue vittorie anche la tripletta Amstel-Freccia Vallone e Liegi-Bastogne-Liegi nel 2004, e poi la Tirreno-Adriatico, Parigi-Nizza e ancora due volte la Freccia Vallone.

Il camionista tedesco è tornato in Germania. Il Tir che ha travolto Rebellin mentre stava percorrendo una rotonda in sella alla sua bici era guidato da Wolfgang Rieke, 62 anni, tedesco, che nonostante si fosse accorto dell’incidente, non ha prestato soccorso. Rieke è quindi tornato a Recke, città della Renania Settentrionale-Vestfalia dove ha sede l’impresa di spedizioni Rtr, di proprietà del fratello e della quale Wolfgang è socio e non può essere arrestato perché nel paese non è previsto il reato do ‘omicidio stradale’ normato dall’articolo 589 bis del nostro Codice Penale. L’uomo dovrà comunque rispondere all’accusa e se verrà condannato dovrà costituirsi. Altrimenti l’Italia potrebbe chiedere l’estradizione, ma la Germania potrebbe in teoria anche rifiutarsi di concederla.