Corsa al risparmio e pompe a secco: è caccia al diesel dove costa meno

In molti dei distributori più convenienti dell’Alto Vicentino è corsa al rifornimento di gasolio tanto che la mattina di domenica molti avevano esposto il cartello “Diesel esaurito”. La corsa al risparmio di automobilisti e trasportatori, spinta dai rincari vertiginosi o dalle offerte dei marchi piú competitivi, ha fatto schizzare le vendite prosciugando le scorte di molti distributori.
“Ho passato già tre distributori e questo è il terzo che ha il cartello che indica che non ha più gasolio– spiega A.M., incontrato a bordo del suo furgoncino alle 10 mentre cercava un rifornimento vantaggioso – Per me chi come me usa il furgone come mezzo di lavoro ed è costretto a fare qualche centinaio di chilometri al giorno, fare il pieno dove costa meno a fine mese si sente eccome”.
L’afflusso record di veicoli in cerca della tariffa più bassa ha infatti mandato in tilt la logistica di approvvigionamento di alcuni punti vendita, che probabilmente non si aspettavano ritmi di rifornimento così serrati, o forse oltre non riescono a caricare oltre ad un certo limite. A pagare il prezzo più alto di questa emergenza sono i lavoratori per cui il gasolio non rappresenta un extra, ma uno strumento d’ordinanza indispensabile. Autotrasportatori, corrieri, tassisti, agenti di commercio e artigiani vedono ormai il carburante incidere fino al 40% sui propri costi di gestione quotidiani.

“Faccio il rappresentante di materiale per ufficio e a fine anno ho calcolato che nel 2026 avrò speso oltre 2.000 euro in più rispetto agli anni precedenti – commenta rammaricato P.R. – Io vivo nell’Alto Vicentino, ma la mia zona di lavoro è il padovano. Se prima giravo ogni giorno, adesso giro due, massimo tre volte a settimana. Ma sono della vecchia scuola e per me stare a casa e lavorare con il computer, non è la stessa cosa. Mi sembra di non fare nulla, di perdere il contatto con i miei clienti”.
“Ogni volta che faccio gasolio mi gira la testa e mi innervosisco in un modo che non riesco a descrivere – sottolinea M.D.S., idraulico e manutentore – Per me il gasolio è come il pane in un ristorante. Non mi può mancare mai, ne consumo tanto ma mi è necessario per il mio lavoro. Non riesco a comprendere come siamo arrivati a questo punto, stiamo combattendo una guerra tra poveri perché alla fine chi ci rimette siamo noi, la gente comune, quelli che fanno lavoro manuali, quelli che sgobbano”.
Trovare i distributori più economici esauriti costringe a deviazioni estenuanti o al rifornimento forzato negli impianti tradizionali a tariffe maggiorate. Una catena di disagi che riduce drasticamente i margini di guadagno di molti lavoratori e che rischia di paralizzare alcuni settori. “Fare i giri cercando i distributori meno cari e che non abbiano esaurito il gasolio è una frustrazione – conclude amareggiato P.D. – Fortunatamente posso anche permettermi di non cercare troppo e di fare anche qualche pieno più caro. Ma non mi sarei mai immaginato che, a pochi anni dalla pensione, mi sarei trovato a stare lì a calcolare il prezzo del gasolio, è avvilente”.

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