Ana Maria Henao, caccia ai resti. L’Fbi: “25mila dollari a chi parla”. Il fratello: “Diteci dove piangerla”

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Ana Knezevich Henao e su marito, David Knezevich. (Crediti: Ministerio del Interior de España/Oficina del Sheriff del condado de Broward)

L’uomo accusato di averla uccisa è morto, ma il caso di Ana Maria Henao rimane vivo. E ora c’è anche una ricompensa. La famiglia non si arrende e dagli Stati Uniti continuano a cercare risposte, bussando anche alla nostra redazione che aveva seguito la vicenda fin dai primi giorni. Perché la storia di Ana Maria Henao Knezevic, scomparsa a Madrid nel febbraio 2024 e ritenuta uccisa dall’ex marito, non è più solo un caso internazionale: è un filo teso che dagli uffici dell’Fbi arriva fino ai tornanti del Costo Vecchio, a Cogollo del Cengio, dove in più occasioni gli investigatori hanno cercato un indizio, un segno, qualcosa che potesse riportare a lei.

Proprio lì dove – il dato ormai è assodato – la macchina di Knezevic non solo sarebbe arrivata, ma si sarebbe fermata per una sosta prolungata. E oggi l’Fbi rimette tutto in moto: fino a 25mila dollari per chiunque possa aiutare a trovare i resti della quarantenne, cittadina colombiana naturalizzata americana. Una scomparsa che per gli investigatori non è mai stata un mistero, ma un omicidio: quello compiuto dal marito, David Knezevich, imprenditore di origine serba, morto suicida nel carcere federale di Miami nell’aprile dello scorso anno. Le ultime immagini di Ana Maria risalgono invece al 2 febbraio 2024: la donna arriva nel suo condominio di Madrid alle 13.42. Più tardi partecipa a una videoconferenza, poi un messaggio agli amici alle 22.01. Nello stesso edificio, poco prima, un uomo con casco e giubbotto catarifrangente – identificato come il marito – entra, oscura con vernice spray l’unica telecamera dell’atrio ed esce trascinando una valigia. Per l’Fbi, dentro c’era il corpo della donna.

La rotta dell’uomo è un viaggio di migliaia di chilometri: Knezevich aveva noleggiato una Peugeot 308 a Belgrado, aveva attraversato Croazia, Slovenia, Italia, Francia e Spagna, rubando targhe lungo il percorso per non essere rintracciato. Stessa strada al ritorno. È in quel tragitto, sostengono gli investigatori, che avrebbe abbandonato il corpo della moglie. Da qui l’attenzione anche sulle nostre strade, sui boschi, sulle zone impervie tra Veneto e Trentino, dove più volte le pattuglie italiane hanno cercato senza trovare nulla. Nel suo appartamento di Madrid mancano una collana e un diario, oggetti che potrebbero essere riconosciuti da chi li avesse visti. Dettagli minimi, ma che in un’indagine senza corpo possono diventare decisivi.

L’appello della famiglia. Dalla Florida, la famiglia Henao continua a chiedere aiuto. Il fratello Diego, in una dichiarazione inviata alla nostra redazione, ha scelto parole che raccontano la disperazione di chi non ha nemmeno un luogo dove portare un fiore:
“La morte dell’uomo che ha distrutto la vita di Ana non ci restituisce nulla. Ha chiuso un procedimento, non il nostro dolore. Viviamo sospesi, senza sapere dove si trovi nostra sorella. Chiediamo solo questo: poterla ritrovare, darle quella dignità che merita, una fine, un posto. Chiunque sappia qualcosa, anche il minimo dettaglio, parli. Per noi è l’unico modo per avvicinarci a un po’ di pace”. E ora la speranza è che qualcuno rompa il silenzio. Che un ricordo, un oggetto, un avvistamento lungo quella rotta che da Madrid porta a Belgrado possa finalmente riaprire la strada verso la verità. Chiunque abbia informazioni può rivolgersi all’ambasciata o al consolato americano più vicini, oppure inviare una segnalazione su https://tips.fbi.gov/home

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