La Lega rinnova il direttivo ma perde pezzi importanti: “Altri decidono per noi”

La Lega di Thiene ci riprova e con la nomina del nuovo direttivo prova a ripartire ma la riorganizzazione dovrà fare i conti con l’addio di due figure storiche del Carroccio locale, Simone Furia e Alberto Zanini, stanchi delle dinamiche e delle decisioni organizzative e politiche calate dall’alto dalla segreteria provinciale e regionale.
Andiamo con ordine. Con l’obiettivo di affrontare con un rinnovato spirito di partecipazione le sfide per il territorio, la sezione thienese della Lega ha visto rinnovare le cariche del direttivo, il cui nuovo segretario è Cristian Tonello, affiancato da Michele Pesavento, Andrea Busin e Alberto Pasqualon.
La sezione era stata commissariata ed è proprio al commissario Ivan Storti che i neo eletti rivolgono un ringraziamento, sottolineando che per il futuro “le sfide non mancano”. Ma mentre da un lato la Lega locale sembra voler rialzare la testa, dall’altro deve fare i conti con due addii importanti. Alberto Zanini ha scelto proprio quest’anno di non rinnovare la tessera dopo 3 anni da sostenitore e ben 27 anni da militante effettivo.
E’ Simone Furia però, che nella Lega di Thiene ha ricoperto anche il ruolo di segretario di sezione, ad esprimere con maggiore amarezza le ragioni dell’addio al partito: “Dopo 17 anni di politica attiva, di cui 3 da sostenitore e quasi 10 da militante, questa mattina ho deciso di rinunciare alla tessera della Lega. Sono iscritto al partito dal 2014 e militante dal 2017, ma il mio impegno politico è iniziato ancora prima, con le campagne elettorali a Thiene quando ancora ero minorenne e durante gli anni universitari a Siena. È una decisione maturata nel tempo – spiega l’ex militante – dovuta innanzitutto alla crescente distanza tra le mie convinzioni e le posizioni che la Lega ha scelto di portare avanti negli ultimi anni a livello nazionale”.

Furia punta il faro sulla svolta del Carroccio anche a livello locale, impuntando alla segreteria provinciale e regionale la colpa della resa ad altri territori, che ora decidono delle sorti del Veneto. “La mia scelta nasce anche, e in maniera altrettanto importante, da quanto è accaduto nel nostro territorio. Negli ultimi anni la segreteria provinciale e regionale hanno collezionato scelte politiche e organizzative che considero profondamente sbagliate e i cui risultati, nell’Alto Vicentino, sono ormai sotto gli occhi di tutti. Un territorio che per storia, cultura politica e radicamento avrebbe dovuto rappresentare uno dei punti di forza della Lega è stato progressivamente indebolito, frammentato e, in diverse realtà, lasciato senza una presenza politica all’altezza della propria storia, il tutto in favore di territori che si sono arrogati il diritto di scegliere anche per noi”.
“Ciò che trovo ancora più grave – continua Furia – è che, di fronte agli insuccessi e ai soprusi, troppo spesso sia mancata una reale assunzione di responsabilità. Ho visto invece prevalere logiche interne, divisioni e decisioni calate dall’alto che hanno finito per allontanare persone, amministratori e militanti anziché ricostruire una comunità politica forte e radicata. Per questo ritengo che le responsabilità della segreteria provinciale e regionale nel progressivo indebolimento della Lega nell’Alto Vicentino siano evidenti e non più ignorabili – conclude – Continuare a perseverare nelle stesse dinamiche, nonostante i risultati ottenuti, significa a mio avviso contribuire direttamente al declino del movimento in un territorio nel quale la Lega avrebbe tutte le condizioni per essere protagonista”.
All’invito ad entrare in Futuro Nazionale, Simone Furia ha risposto “Grazie, no”.
L‘Eco Vicentino è su Whatsapp e Telegram.
Iscriviti ai nostri canali per rimanere aggiornato in tempo reale.
Per iscriverti al canale Whatsapp clicca qui.
Per iscriverti al canale Telegram clicca qui.