Rischia di soffocare, Hind lo salva: “La sua presenza è un dono per la nostra comunità”

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Vive a Laghi ma è originaria del Marocco la giovane che giovedì scorso ha salvato la vita ad un uomo. Succede tutto verso la fine del pranzo: in un ristorante affollato della valle, la conversazione si interrompe di colpo. Un uomo, seduto ad un tavolo, smette di respirare dopo aver ingerito un boccone. Il respiro si blocca, il corpo si irrigidisce, la sedia si rovescia. In sala cala un silenzio irreale, rotto solo dalle richieste d’aiuto dei familiari.

A muoversi senza esitare un attimo è Hind Himri, 29 anni, cameriera del locale. Non perde tempo: si avvicina, valuta rapidamente la situazione, interviene. Il tempo pare fermarsi. Le sue manovre sono rapide e precise, frutto di una competenza che non appartiene alla quotidianità di una sala da pranzo. In pochi istanti riesce a liberare le vie aeree dell’uomo, restituendogli un filo d’aria mentre attorno la tensione è palpabile. Quando l’ambulanza arriva, l’anziano respira già. I sanitari lo stabilizzano e lo portano in ospedale, dove si riprende: “Senza quell’intervento immediato – spiegano – l’esito sarebbe potuto essere ben diverso”.

La sicurezza con cui Hind ha agito non è improvvisazione. Prima di trasferirsi in Italia, lavorava come infermiera in un ospedale marocchino, dopo studi in ambito medico. Un passato che riaffiora nel momento più critico, trasformando una cameriera in una soccorritrice capace di fare la differenza fra vita e morte. Da un anno Hind vive a Laghi, il comune più piccolo del Vicentino. A gennaio il sindaco Marco Lorenzato ha celebrato il suo matrimonio civile. Lei e il marito hanno deciso di restare qui, in un paese che conta poche decine di abitanti ma che, negli ultimi anni, ha dimostrato una sorprendente capacità di accogliere e crescere. “Il gesto di Hind – afferma Lorenzato – racconta molto più di un salvataggio. È la prova concreta di cosa significhi far parte di una comunità. Lei e il suo compagno hanno scelto Laghi come casa, partecipano alla vita del paese e mettono a disposizione competenze e sensibilità. È un esempio di integrazione che nasce dai fatti, non dalle parole”.

Determinante anche la velocità dei soccorsi. L’ambulanza non è partita da Santorso, ma da Arsiero, dove — grazie a un accordo tra Ulss, Unione Montana e Comuni delle convalli — un equipaggio staziona stabilmente dietro il municipio, pronto a intervenire in pochi minuti.
“Quel presidio è essenziale – sottolinea Lorenzato – perché riduce drasticamente i tempi di arrivo nei paesi di montagna. In situazioni come questa, ogni minuto può cambiare il destino di una persona” E specie nella bella stagione, quel presidio diventa fondamentale non solo per i residenti sparsi in un territorio vasto, ma anche per i tanti avventori attirato da paesaggi ricchi di storia e peculiarità ambientali.

E mentre a Laghi si attende il “grazie” di persona dei familiari dell’uomo che grazie a lei ha potuto continuare la sua vita, Hind con la discrezione che subito manifesta, racconta un cruccio che la affligge: da mesi attende il permesso di soggiorno necessario per tornare in Marocco a vedere la madre gravemente malata. Fiduciosa che in qualche modo l’eco di quanto avvenuto possa regalare stavolta a lei un sorriso. Nel frattempo, la sua storia corre veloce tra le case della valle. Non solo per il salvataggio, ma per ciò che rappresenta: una comunità piccola che sa aprirsi, una giovane donna che porta competenza e umanità, un paese che guarda al futuro attraverso gesti concreti.

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