Silva, pressioni sulla Provincia per rallentare l’iter autorizzativo. Nardin: “Impossibile”

Giorni caldissimi sul fronte dell’iter autorizzativo per l’impianto di trattamento di rifiuti pericolosi e non e sabbie di fonderia Silva di Montecchio Preclacino, dopo che l’assessora all’ambiente della Regione Veneto, Elisa Venturini, nei giorni scorsi ha incontrato sia i sindaci del padovano e del veneziano che quelli del vicentino, annunciando entro aprile l’approvazione delle aree di salvaguardia (che vincolano le attività possibili in alcune zone, a tutela della risorsa idrica).

Il progetto, come noto, prevede la realizzazione da parte di Silva srl (gruppo Ecoeridania, leader in Italia nel trattamento di rifiuti ospedalieri) di un piattaforma multifunzionale per il trattamento di rifiuti pericolosi e non e per la produzione di materie prime e “end of waste” per fonderie. Sulla questione si attende, nel giro di un mese e mezzo, che si esprima anche la Commissione Europea, che ha dichiarato ammissibile la petizione presentata dal Comitato Tuteliamo la Salute, aprendo la strada a un possibile coinvolgimento della Commissione Ambiente dell’Europarlamento, in particolare per potenziali violazioni della Direttiva Quadro sulle acque.

“Dopo che i sindaci padovani hanno chiesto di essere sentiti, richiesta alla quale abbiamo subito dato riscontro, è nata la necessità di sentire anche la Provincia di Vicenza e i sindaci vicentini”, aveva detto ieri l’assessora regionale all’Ambiente, Elisa Venturini. “L’iter è in capo alla Provincia di Vicenza – aveva aggiunto – che sta seguendo il procedimento da un punto di vista tecnico, avvalendosi anche delle valutazioni e del supporto di Arpav e Ulss. Le valutazioni di natura tecnica, che siano fatte da una provincia o dall’altra, hanno sempre valore tecnico e, di conseguenza, terranno conto di tutte le possibili ed eventuali conseguenze, comprese quelle sui Comuni del Padovano. Si tratta di un iter complesso e delicato: polemiche e strumentalizzazioni non servono e non fanno il bene dei cittadini”.

I consiglieri regionali di minoranza all’attacco
“Le tempistiche scelte dalla Regione sono ingannevoli – incalza il consigliere dem Antonio Marco Dalla Pozza – mentre la Commissione Via della Provincia di Vicenza si appresta a esprimersi sull’ampliamento del sito entro fine gennaio, le aree di salvaguardia vengono rinviate a primavera. In questo modo si consente, di fatto, che l’ampliamento vada avanti prima che esistano le tutele necessarie. È un gioco politico che non accettiamo. Così la Regione fa come Ponzio Pilato: rimanda, prende tempo, e intanto si lava le mani”. Insieme ai colleghi Chiara Luisetto e Andrea Micalizzi sostiene che “la Regione in questo sta voltando le spalle non solo ai sindaci, ma anche ai cittadini, alla tutela della salute e alla difesa di un bene primario come l’acqua”.

Impianto Silva, la Regione promette le aree di salvaguardia: “Entro pochi mesi”

“Sull’approvazione delle aree di salvaguardia – afferma Luisetto – seguiamo questa vicenda da mesi. Proprio la scorsa settimana abbiamo depositato nuovamente una mozione, già presentata nell’aprile 2025, per chiedere un impegno chiaro da parte della Giunta: tempi certi sulla approvazione delle aree di tutela. Ora la Regione parla di una conclusione entro aprile, questa scadenza sia un termine perentorio e non un’ipotesi”.
“La Regione – sottolinea invece il consigliere di Avs Carlo Cunegato – è in ritardo clamoroso e l’assessora Venturini non può limitarsi a promettere un’analisi entro aprile, mentre è in corso la procedura che riguarda un impianto di trattamento rifiuti pericolosi in un’area estremamente delicata. Chiediamo alla Provincia di Vicenza di non convocare la conferenza dei servizi finché la Regione non avrà approvato formalmente le aree di salvaguardia. Per questo oggi abbiamo depositato una domanda di attualità, sottoscritta da tutto il centrosinistra”.

Nardin: “Impossibile fermare l’iter”. La questione in consiglio provinciale lunedì
Sulla convocazione della nuova Conferenza dei servizi oggi sul Corriere del Veneto si è espresso, tranchant, il presidente della Provincia di Vicenza, Andrea Nardin. “Impossibile fermare l’iter”, ha sentenziato. Lunedì prossimo è in programma la seduta del consiglio provinciale nella quale sarà discussa anche la domanda di attualità presentata dai sei consiglieri di minoranza. Andrea Nardin dovrà rispondere a tre quesiti: se è già stata fissata la data della prossima Conferenza dei servizi chiamata ad esprimere un parere definitivo sul progetto (la seduta di dicembre aveva preso tempo per acquisire ulteriori pareri); se in attesa dell’approvazione delle aree di salvaguardia da parte della Regione non sia opportuno sospendere la conferenza dei servizi e l’iter di approvazione del progetto; infine, quali iniziative la Presidenza della Provincia ritenga opportuno assumere, al fine di garantire la piena tutela delle risorse idropotabili, tenendo conto delle aree di salvaguardia già individuate dal Consiglio di Bacino Bacchiglione. A firmare la domanda, Mattia Pilan, Marco Guzzonato, Enrico Storti, Carlo Gecchelin, Massimo Zulian e Diego Zaffari.

Il comitato: “Sconcerto per le parole di Nardin
Sconcerto per le parole del presidente della Provincia è espresso dal Comitato di cittadini Tuteliamo la Salute, che da un anno si batte contro il nuovo impianto. “Siamo allibiti che un così grande problema sia continuamente semplificato e addotto a una questione tecnica. Non solo noi del Comitato, ma grandi esperti idrogeologi e chimici hanno inviato osservazioni alla Provincia circa l’estrema pericolosità e inopportunità di realizzare un impianto industriale simile in un’area preziosa come quella che siamo chiamati a custodire. Il Nobel dell’acqua dottor Rinaldo è stato chiaro: ‘Il progetto Silva è da respingere senza esitazioni; la vulnerabilità intrinseca è compresa tra alta e estremamente
elevata'”.
“Non si vuole fare polemica – aggiunge il Comitato – ma richiamare i politici a tutelare l’ambiente e la salute di una popolazione sempre più provata e ammalata. Se ci fossero già le zone di salvaguardia il progetto Silva non avrebbe potuto nemmeno essere presentato. Ci chiediamo quindi il motivo per cui la Provincia dovrebbe dare il suo ok. Sembra che questo progetto debba essere approvato a tutti i costi, nonostante ci siano migliaia di cittadini, decine di sindaci, due gestori acquedottistici e un Consiglio di bacino preoccupati e dichiaratamente contrari. Quali interessi la Provincia di Vicenza sta tutelando?”.
“Dopo la lettera dei consiglieri provinciali di minoranza – chiede il Comitato – , la Provincia di Vicenza spieghi urgentemente con quali tempistiche intenda gestire l’iter sul progetto di Silva. Non sono accettabili questo silenzio e questa mancanza di trasparenza. Si dica esplicitamente se hanno intenzione di fare tutto in fretta prima che la Regione Veneto approvi le zone di salvaguardia ad aprile. Il Comitato Tuteliamo la Salute chiede dunque con forza, ancora una volta, che venga sospeso il voto della Conferenza dei Servizi sul progetto Silva, in attesa che la Regione approvi le zone di salvaguardia. Se dovesse venire approvato il progetto industriale prima delle zone di salvaguardia, infatti, Silva, titolata a procedere con la realizzazione del progetto, potrebbe addirittura ricevere finanziamenti (contributi pubblici) per adeguarsi alle inevitabili prescrizioni aggiuntive che deriverebbero dall’istituzione della zona di salvaguardia stessa”.

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