Sanità. Rosy Bindi: “Il pubblico guadagna con la salute, il privato fa soldi con la malattia”

Secondo Rosy Bindi, la differenza tra la sanità pubblica e la sanità privata è semplicissima: la sanità pubblica mira alla tutela della salute dell’individuo perchè così risparmia, mentre la sanità privata trae beneficio economico dalla cura della malattia.
E’ quanto emerso a Thiene ieri sera, dove Rosy Bindi, ex ministro alla Sanità con i governi di Romano Prodi e Massimo D’Alema, ha dialogato nell’Auditorium Fonato con la consigliera regionale Pd Chiara Luisetto e vice presidente della Commissione Sanità sul tema “Una sanità uguale per tutti perché la salute è un diritto”.
Un tema delicato, ma che riguarda l’argomento principale nella vita di ognuno.
Rosy Bindi ha ripercorso la storia recente della Sanità italiana, dalle mutue che garantivano cure in base alle risorse economiche del capo famiglia fino al Sistema Sanitario nazionale voluto e creato da Tina Anselmi. Fino alla sanità moderna, fatta da un’interazione tra pubblico e privato dove “Il pubblico paga e il privato guadagna”.
“In Italia per la sanità abbiamo la spesa più bassa rispetto a molti altri paesi europei, nonostante siamo la seconda potenza manufatturiera – ha spiegato l’ex ministra – La sanità italiana sta cadendo a pezzi, si muove verso la privatizzazione, e io mi chiedo come sia possibile che noi, la gente, lo accettiamo senza protestare. Dovremmo batterci tutti per una sanità pubblica, non per una privata”.
Secondo Rosy Bindi, il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) è semplicemente “un presidio di civiltà”.
Nel SSN infatti le cure sono accessibili a tutti. Il sistema del SSN è universalistico, si sostiene cioè con le imposte dei cittadini e i cittadini contribuiscono ognuno con le risorse che ha.
Alla base del pensiero di Rosy Bindi, l’evidenza che la sanità italiana sia vittima di un declino riconosciuto e percepito come inevitabile. “Nella sanità di oggi sono moltissimi gli italiani che scelgono di non curarsi perché non possono permetterselo – ha sottolineato – Oggi chi ha mezzi spende per curarsi. Ma oltre all’aspetto economico, c’è la crisi della sanità stessa”.

La differenza tra sanità pubblica e sanità privata: i soldi al primo posto
“C’è una differenza sostanziale tra sanità pubblica e privata – ha spiegato Rosy Bindi – La sanità pubblica ha come obiettivo la salute dell’individuo a tutto tondo. A partire dalla salute mentale, a quella fisica, dalla salute della famiglia, al contesto ambientale e sociale in cui l’individuo vive. Per la sanità pubblica è fondamentale tutelare la salute così quell’individuo starà bene e non appesantirà il SSN”. Nel privato è l’opposto. La sanità privata fa soldi con la malattia. L’interesse del privato non è la salute dell’individuo, ma il guadagno che ha dalle cure che quell’individuo riceve. E questo riguarda ogni tipo di cura: dalla salute mentale, dai danni che derivano dall’inquinamento dell’ambiente, dalla tutela del contesto sociale e famigliare. C’è concorrenza sleale tra pubblico e privato, il pubblico fa soldi con la salute, il privato fa soldi con la malattia”.
I poli opposti insomma. Con un’altra differenza fondamentale: la sanità pubblica dispone di tecnologia all’avanguardia e non mette limiti al costo delle cure per l’individuo. La sanità privata dispone della tecnologia che fa guadagnare e investe in ciò che crea ritorno economico.
Il significato ampio della parola Sanità
Rosy Bindi ha sottolineato che Sanità, intesa come SSN, è un termine che include numerosi aspetti della vita delle persone. “Sanità è anche i controlli sulla sicurezza nel lavoro, perché gli incidenti scaricano costi sulla sanità. Sanità è attenzione all’inquinamento, perché i veleni danneggiano la salute. Sanità è mangiare bene, fare sport, aria pulita. Per questo la politica deve investire sulla salute delle persone, sul loro benessere al lavoro. Sul benessere fisico, ambientale e mentale. Perché tutto ciò che non funziona in questi ambiti scarica costi sulla sanità”.
Lo spreco in Sanità
Per Bindi “L’unico vero spreco di risorse nella Sanità è la mancanza di programmazione. La carenza di medici, le borse di studio, il non programmare le specializzazioni. Gli sprechi non sono la siringa che costa qualche centesimo in meno, lo spreco è il non saper programmare”.

L’invecchiamento della società e la sanità del futuro
Con la denatalità ai massimi livelli e la popolazione che invecchia sempre di più, Rosy Bindi e Chiara Luisetto non hanno dubbi: la sanità del futuro deve includere anche l’assistenza agli anziani e le case di cura.
“In Veneto manca totalmente una programmazione – ha sottolineato Chiara Luisetto – Il Veneto è andato avanti con la propaganda. Il nostro sistema ha impoverito la sanità e la politica veneta ha cercato solo il consenso. Le rette delle case di riposo sono altissime e le famiglie non ce la fanno a sostenerle ma nel futuro gli anziani dovranno essere curati. La non-autosufficienza è un argomento da includere nella sanità. La cura deve essere un sistema sociale, serve programmazione non contentini”.
– – – – –
L’Eco Vicentino è su Whatsapp e Telegram.
Iscriviti ai nostri canali per rimanere aggiornato in tempo reale.
Per iscriverti al canale Whatsapp clicca qui.
Per iscriverti al canale Telegram clicca qui.