Svt, quando la multa fa arrabbiare. I lettori scrivono

Negli ultimi mesi alla nostra redazione sono giunte alcune segnalazioni riguardanti episodi avvenuti sui mezzi di trasporto pubblico locale gestito da Svt, in particolare relativi ai controlli degli abbonamenti e al trattamento riservato agli studenti pendolari. Le testimonianze, pur differenti tra loro, condividono un filo comune: la percezione di un’applicazione delle regole non sempre uniforme e, talvolta, vissuta come ingiustamente punitiva.
Riportiamo di seguito una delle lettere ricevute, che esprime il disagio di una madre dopo un episodio che ha coinvolto la figlia minorenne.
Gentile Redazione,
scrivo queste parole per dare voce a molti cittadini onesti che si trovano a subire una forma silenziosa e subdola di disparità di trattamento. Racconto brevemente quanto accaduto: ieri mia figlia, quindicenne italiana, si trovava su un mezzo Svt a Thiene. All’inizio dell’anno scolastico abbiamo regolarmente acquistato e pagato l’abbonamento per la tratta necessaria, con scadenza al 31/08/2026, come da ricevuta rilasciata dall’azienda.
Al momento del controllo, però, l’app dedicata ha smesso di funzionare: il telefono si è bloccato e mia figlia non è riuscita a mostrare l’abbonamento digitale. Ha quindi presentato carta d’identità e codice fiscale per consentire un controllo incrociato dei dati, necessario a verificare la validità dell’abbonamento. Nonostante ciò, il controllore ha rifiutato ogni verifica e ha proceduto a sanzionarla, esponendola pubblicamente a un’umiliazione evitabile, con tanto di lunga ricevuta che attestava la contravvenzione.
Da madre, non posso fare a meno di chiedermi: se al posto di mia figlia, educata e rispettosa, ci fossero stati ragazzi noti per comportamenti problematici, ci sarebbe stato lo stesso accanimento? Se mia figlia avesse indossato un velo o appartenuto a una minoranza, il controllore avrebbe temuto accuse di discriminazione e avrebbe agito diversamente? Con una ragazza per bene, evidentemente, tutto è stato più semplice: una punizione esemplare perché non è riuscita a sbloccare un’app.
Trovo inaccettabile che, nell’era digitale, un controllore dotato di tablet e strumenti informatici sia in grado di emettere una multa chilometrica, ma non di effettuare un semplice controllo incrociato per verificare un abbonamento attivo. Siamo in un contesto in cui, se un telefono si blocca, sei considerato in torto, mentre episodi ben più gravi — come minacce agli autisti — sembrano non avere conseguenze altrettanto rapide.
Come genitore e come cittadina che ha sempre pagato il servizio, mi aspetto delle scuse pubbliche dal presidente di Svt, che dovrebbe tutelare le persone oneste che utilizzano i mezzi pubblici. Oggi, invece, sembra che venga tutelato soprattutto “chi fa paura”. Aggiungo che, durante l’anno scolastico, mia figlia ha dovuto assistere a risse in stazione, autobus sovraffollati, ritardi continui e corse saltate. Questa multa, seppur di importo minimo, rappresenta l’ennesimo schiaffo morale per i genitori che rispettano le regole e una sconfitta per una generazione di ragazzi che si vede trattata con severità solo quando è più facile farlo. Grazie per l’attenzione.
Una mamma arrabbiata