I quadri raccontano la meraviglia della montagna

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Come si può tradurre su una tela piatta l’emozione di rivolgere lo sguardo alle montagne, maestose cattedrali naturali che fanno da sfondo alle valli abitate dagli uomini? A questa domanda cerca di rispondere la conferenza “Sulle vette dell’Arte. La montagna nei dipinti da Giotto a Segantini”, in programma a Villa Giusti di Zugliano il 7 settembre alle 20.45.

Per chi vive a contatto con la montagna può diventare ripetitivo e noioso osservare ogni giorno le stesse cime e le stesse forme che mai cambiano. Si rischia di perdere il contatto con la magia che invece queste guglie naturali emanano quotidianamente, emozionando l’animo di chiunque le guardi.
Come è stato possibile tradurre, nei dipinti, il senso di meraviglia e di stupore che si prova dinanzi a questo splendido panorama? Come è cambiata, nel tempo, la percezione che si aveva della montagna? Esistono significati simbolici legati ai monti di cui gli artisti si servono nei loro dipinti? Tutti interrogativi validi ai quali la storica dell’arte Silvia Anapoli proverà a dare un senso, attraverso un percorso ricco di affascinanti immagini. Si passerà dalla concezione della montagna come sfondo delle attività dell’uomo, per passare poi ai dipinti intrisi di vitalità e di rimandi simbolici, opera degli artisti divisionisti come Giovanni Segantini, dove la montagna con la sua forza prorompente diventa protagonista unica e assoluta della tela.

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