Terremoto in Giunta: dimissionari quattro assessori. Tra loro il vicesindaco Corrà

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Davide Branco, neosindaco di Recoaro Terme

Vacilla la giunta comunale che governa la cittadina termale di Recoaro. Di pochi minuti fa la notizia delle dimissioni ufficializzate da tutti e quattro assessori in carica fino a ieri che di fatto priva l’amministrazione comunale dello stesso organo d’indirizzo politico. A chiudere la loro esperienza in Comune con il sindaco Davide Branco, eletto nella primavera del 2018, sono Stefano Corrà – vice sindaco fino a ieri -, Stefania Sartore, Severino Cailotto e Chiara Mantese, in pratica la squadra di governo che ha affiancato in questi mesi il nuovo primo cittadino. A darne nota la rappresentanza di minoranza che fa capo alla “Lista Recoaro Civica”, citando gli atti protocollati nella sede municipale.

Alla base delle divergenze che hanno portato alla rottura ora certificata ci sarebbe lo spinoso tema legato agli Sprar – il sistema di accoglienza e integrazione degli stranieri richiedenti asilo e rifugiati politici – gestiti dai comuni intesi come enti locali di seconda accoglienza. Una difformità di intenti che avrebbe portato a una spaccatura insanabile nell’ultimo consiglio comunale, la scorsa settimana, all’interno della maggioranza guidata dallo stesso Branco.

Il gruppo “Uniti per Recoaro” si sarebbe quindi sfaldato di fronte allo scoglio su questioni di “principio” ma che hanno trovato concretezza sulla delibera bollente d’attualità, con il primo cittadino del paese ad approvare con il suo voto una richiesta delle minoranze consiliari finalizzata a bloccare l’uscita (già sancita in precedenza) dal sistema degli Sprar. Gli ora ex  “colleghi” della squadra di amministratori di giunta avrebbero invece optato con fermezza per la via di una consultazione popolare – definita come “ambigua” dai delatori, nell’assemblea recente -: si tratta di un referendum senza quorum ma previsto come vincolante, al fine dichiarato di lasciare l’ultima parola consultiva ai cittadini recoaresi. Una proposta che deriva direttamente dall’introduzione di un recente regolamento legato agli accordi con generici istituti di partecipazione.

All’orizzonte ora si materializza un rimpasto nella giunta comunale guidata da Branco, da stamattina unico esponente esecutivo ancora in carica. Oppure, in alternativa, lo scioglimento definitivo dell’amministrazione comunale e il rimando a un possibile quanto clamoroso commissariamento e, conseguentemente, con la prospettiva di nuove elezioni a distanza di appena un anno e mezzo dal voto.