Il Tar del Veneto sospende il calendario venatorio: esultano gli animalisti, proteste dei cacciatori

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Immagine dal sito cacciapassione.com

Clamorosa decisione del Tar del Veneto, che ha oggi sospeso il calendario venatorio predisposto dalla Regione (è stato emanato lo scorso 2 agosto), bocciando le prime giornate di apertura. L’assessore Cristiano Corazzari commenta: “Siamo delusi, impugneremo questa decisione”.

Per effetto dell’istanza cautelare ottenuta dalla Lac (Lega per Abolizione della Caccia), patrocinata dallo studio legale Linzola di Milano, da subito è quindi sospesa per tutto il restante mese di settembre la caccia a Beccaccia, Germano reale, Folaga, Gallinella d’acqua, Alzavola, Mestolone, Canapiglia, Porciglione, Fischione, Codone, Marzaiola, Beccaccino, Frullino, Tordo bottaccio, Cesena, Tordo sassello, Starna, Fagiano e Quaglia.
E’ inoltre vietato l’utilizzo delle due giornate aggiuntive di caccia settimanali da appostamento ai migratori nei mesi di ottobre e novembre che la Regione, disattendendo il parere obbligatorio dell’ Ispra, aveva concesso in deroga, in aggiunta alle canoniche tre alla settimana.
L’udienza di merito sulla causa, anche su altri aspetti del calendario venatorio regionale, è stata fissata dal Tar al prossimo 30 novembre. Sconfitte anche tre associazioni venatorie che si erano costituite in giudizio a fianco della Regione Veneto.

La sospensiva
Nel dettaglio, il Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto con l’ordinanza odierna numero 798/2022 ha ritenuto che le “pur articolate motivazioni dedotte dalla Regione a sostegno dell’apertura della caccia prima dell’1 ottobre 2022 non paiono idonee a superare il parere espresso dall’Ispra in relazione a tali specie e che le argomentazioni dedotte dalla Regione a sostegno della concessione delle giornate aggiuntive per il periodo ottobre-novembre per le specie migratorie non appaiono pienamente convincenti”.
“Siamo profondamente delusi della ordinanza del Tar che non tiene minimamente conto di tutte le argomentazioni portate a supporto del calendario venatorio – commenta l’assessore alla caccia della Regione del Veneto Cristiano Corazzari – e che ha accolto completamente il parere dell’ISPRA. Ricordo che la norma nazionale prevede che il parere dell’Ispra sia parere consultivo e non vincolante. Impugneremo in ogni sede idonea questo provvedimento, certi della fondatezza del nostro calendario”.
“Una ordinanza inconcepibile – commenta l’eurodeputato Sergio Berlato, per l’Associazione per la Cultura Rurale -. Una situazione vergognosa perché i cacciatori hanno pagato per intero per poter andare a caccia e adessi si trovano fortemente penalizzati”.
“Siamo soddisfatti per questo primo importante risultato a tutela del nostro patrimonio faunistico, provato dalla grave siccità estiva ed assoggettato ad una pesante pressione venatoria in Veneto” spiega la Lega Abolizione Caccia in una nota.