8 imprese vicentine su 10 sono bancabili (nonostante il crac della Bpvi)

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La sede di Confindustria Vicenza

I default della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca non hanno intaccato la bancabilità delle piccole e medie imprese vicentine. Lo afferma una ricerca di Confindustria Vicenza che, dopo il default delle banche venete, prima in Italia, ha fatto esaminare da una società specializzata di Londra oltre mille bilanci di piccole e medie imprese vicentine, con risultati sorprendenti.

Il 79,8% delle pmi beriche, infatti, sono risultate “bancabili”, ovvero hanno un rating – calcolato con gli algoritmi di Moody’s – che indicano una qualità del credito che va da solida a eccellente.

L’indagine sul rating bancario di mille imprese vicentine dopo la liquidazione delle banche venete, svolto da Confindustria Vicenza ha riguardato le società di capitali associate, ad esclusione di società immobiliari e grandissimi gruppi con oltre un migliaio di dipendenti, per i quali lo strumento d’analisi non sarebbe appropriato. Si tratta, quindi, per lo più di pmi, ma anche di diverse medio-grandi aziende con 5-600 dipendenti.

“Specialmente negli ultimi anni – spiega Mirko Bragagnolo, delegato di Confindustria Vicenza per il credito e la finanza -, la vita delle imprese è stata molto influenzata dagli accadimenti del mondo della finanza. Nostro malgrado abbiamo anche conosciuto la crisi di due importanti banche venete e l’impatto che questo ha avuto sul territorio e sul mercato del credito. Proprio per questo, consci del ruolo sempre più cruciale del rating nel rapporto con le banche – ma anche con clienti e fornitori di filiera, soprattutto esteri – abbiamo ritenuto di offrire a 1080 aziende associate il Credit Passport per quanto riguarda la parte dell’analisi di bilancio. Da questo imponente lavoro, abbiamo ricavato i dati per l’indagine che ci restituisce una fotografia molto positiva del tessuto manifatturiero vicentino”.

Il Credit Passport è un report che misura la probabilità di insolvenza dell’azienda e ne illustra in maniera chiara e trasparente gli elementi che la determinano. Il servizio utilizza una tecnologia d’avanguardia di analisi di Credit Data Research, società londinese che utilizza anche algoritmi Moody’s Analytics. Lo strumento è generato dalla combinazione di due componenti fondamentali per l’analisi del merito creditizio: la componente finanziaria e la centrale rischi. L’indagine offerta alle imprese da Confindustria Vicenza si basa solo sulla componente finanziaria, ovvero sull’analisi dei dati di bilancio depositati in Camera di Commercio e quindi pubblici (contrariamente alla centrale rischi).

“La fotografia restituita da questa analisi – spiega Alberto Nardi, responsabile credito e finanza di Confindustria Vicenza – è molto chiara: il modello della media azienda vicentina e veneta, che fa ricerca e innovazione ed è molto internazionalizzata, risulta essere quello vincente. Infatti il 56,1% delle aziende ricade nella classe di merito A (A++, A+ e A). Il 79,8% rientra tra le ‘bancabili’ (che comprende anche la classe B). Solamente il 2,2% rientra nella classe molto critica e il 4,2% in classe bassa. Osserviamo inoltre una certa omogeneità, ovvero non ci sono particolari scostamenti di dati tra settore e settore e nemmeno una correlazione particolarmente stretta tra dimensione aziendale e rating”.

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