Polpette al veleno per ammazzare cani e gatti. Enpa: “un’escalation di esasperazione”

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Nel riquadro un boccone infarcito di metaldeide

Polpette invitanti, profumate e pure colorate, preparate ad arte. Un richiamo per l’olfatto, una leccornia per il palato, un’esca per i sensi ma soprattutto un veleno mortale per il cane o gatto che le ingerisce. Nuovo caso di palline di carne avvelenate con metaldeide nel Vicentino, questa volta – ma non è la prima – ad Altavilla, nella zona di via Martiri delle Foibe già presa di mira nei mesi scorsi, dove sono stati rinvenuti molteplici bocconi potenzialmente letali. Piccoli agglomerati a misura di bocca di animale domestici “farciti” con capsule di colore blu o verde che contengono un composto usato come pesticida per lumache e chiocciole da giardino, di libera vendita.

Negli ultimi mesi episodi analoghi si sono riscontrati con sistematicità ad Altavilla e Costabissara ma basta riavvolgere il nastro indietro nel tempo per ricordare anche i casi di Sandrigo, Piovene, Chiampo, Malo, Montecchio Precalcino e Valdagno solo per citare i più discussi nell’ultimo quinquennio. Impossibile calcolare il numero di vittime su scala provinciale, almeno una decina quelle accertate nel comune dell’hinterland del capoluogo finora, con due decessi lo scorso settembre. Allertati nuovamente il sindaco e i carabinieri, con operazioni di bonifica di giardini e parchi della zona già effettuate così come previsto dall’ordinanza in materia, recentemente aggiornata su iniziativa del Ministero della Salute.

“Il problema purtroppo non è solo ad Altavilla – spiega la presidente di Enpa Vicenza Erica Ferrarese -, le segnalazioni sui bocconi avvelenatici giungono da ogni parte della provincia. Purtroppo tutto nasce da una profonda intolleranza nei confronti degli animali, considerati come un disagio e questo dà il via a un’escalation di atteggiamenti esasperati che poi sfociano nell’illecito. La situazione è gravissima perchè un animale avvelenato rischia di morire in condizioni drammatiche. A monte spesso tutto nasce dall’abbaiare di un cane o dalle deiezioni lasciate per strada: consigliamo ai proprietari diessere più consapevoli e prevenire situazioni di tensione che ne conseguono e che sconfinano andando fuori controllo. Come Enpa – conclude la portavoce berica dell’ente di protezione degli animali – è chiaro che non possiamo che condannare e prendere le distanze da atti che determinano sofferenze terribili per queste creature e un dolore enorme per le famiglie che li ospitano. Il rischio è che diventi una vera e propria piaga per la comunità”.

Le conseguenze per gli animali di piccola e media taglia sono spesso letali, visto che nel giro poche ore, se non trattatati con adeguate cure veterinarie, gli amici a quattro zampe vengono portati al decesso vista l’elevata tossicità del composto lumachicida. Per l’avvelenatore, in caso di condanna, la pena prevista varia da un minimo di 3 mesi ad un massimo di 18 mesi di reclusione in caso di morte – senza necessità – provocata di un animale. Ma possono verificarsi le condizioni anche per altri reati.

Indispensabile il tempismo per salvare il proprio cucciolo possibile vittima dell’ingerimento di sostanze tossiche, che colpisce in particolare il sistema nervoso. Una volta riconosciuti i sintomi (agitazione, tremore, vomito, diarrea e alta temperature i più comuni ed evidenti) è necessario recarsi subito in una clinica veterinaria dove lavanda gastrica, flebo e altre cure mirate possono salvare la vita. Da ricordare che, se ingerite, le polpette avvelenate possono essere pericolose non solo per gli animali domestici e selvatici, ma anche per gli essere umani, in particolare i bambini.

 

 

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