“Caporalato ignobile”. La condanna del numero uno berico di Confindustria

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Suscita sdegno da ogni dove la “tratta dei lavoratori” irregolari, sull’onda dei commenti dopo lo smantellamento dell’organizzazione illecita smascherata nelle scorse ore dalle fiamme gialle. Oltre mille le persone implicate in un giro di manodopera fuori legge finalizzata all’evasione fiscale, 59 gli indagati fra cui quattro vicentini. A spiccare, nel coro di condanna unanime, l’autorevole voce del presidente di Confindustria Vicenza Luciano Vescovi: “il caporalato è qualcosa di ignobile, una pratica che umilia il lavoro e le persone, danneggiando il tessuto industriale sano con una concorrenza sleale nei confronti delle aziende oneste che nel Vicentino sono sempre la stragrande maggioranza”.

Il numero uno degli industriali berici sottolinea come “nel nostro territorio puntiamo a valorizzare le persone con regole sane, welfare e formazione. Confindustria Vicenza ha da tempo preso una posizione netta in occasione delle contrattazioni di secondo livello,  promuovendo buone pratiche e assistendo le imprese corrette verso la valorizzazione delle persone che lavorano e vivono in azienda”.

I reati contestati vanno dall’associazione per delinquere finalizzata al caporalato all’emissione di fatture per operazioni inesistenti e riciclaggio, oltre all’evasione fiscale per milioni di euro. I lavoratori ingaggiati senza tutela provenivano per lo più da stati esteri (in particolare Romania, Slovenia e Repubblica Ceca) e dal Sud Italia. Individuato in Sardegna il presunto ideatore del piano illecito.

 

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