Cappellari in Procura: “Mi sono inventato tutto. Chiedo scusa, ho tradito la fiducia di tutti”

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Adriano Cappellari ha ammesso completamente le sue responsabilità, oggi (7 agosto) in Procura a Vicenza di fronte alla pubblico ministero Alessia Grenna. In un interrogatorio durato di due ore ha ammesso di aver fatto tutto da solo: la lettera di minacce a sè, a don Patriciello e alla premier Meloni, e anche l’attentato incendiario fuori dalla sua casa di Enego che aveva portato a un rafforzamento della scorta.

Il 21enne aspirante cronista ha letto e consegnato alla pm una lettera in cui ammette di essere il responsabile della messinscena che aveva l’obiettivo di farlo credere nel mirino della criminalità organizzata, come era emerso dalle indagini dei carabinieri. Cappellari era accompagnato dal suo avvocato, il sindaco di Asiago Roberto Rigoni Stern. Nella missiva chiede scusa, consapevole di aver tradito la fiducia di tutti, si mette a disposizione dell’autorità giudiziaria per chiarire ogni aspetto e ha dato disponibilità a mettersi al servizio di don Maurizio Patriciello, il prete anti-camorra. Sempre più probabile che per accelerare i tempi giudiziari, i legali del ragazzo presentino richiesta di patteggiamento.
Ecco il testo integrale della lettera.

Buongiorno a tutti.
Sono qui oggi perché sento il dovere di chiedere scusa.
Le mie prime parole sono rivolte a tutte le persone che mi hanno dimostrato affetto, vicinanza e solidarietà in questi giorni. Molti mi hanno creduto, mi hanno difeso e hanno sofferto insieme a me. A tutti loro chiedo sinceramente perdono, perché ho tradito la loro fiducia. Chiedo scusa anche alla mia famiglia, agli amici, alla comunità del mio paese, alle istituzioni, alle Forze dell’Ordine e a tutti coloro che, a causa del mio comportamento, sono stati coinvolti in una vicenda che non avrei mai dovuto creare.

Non cerco giustificazioni. Quello che è accaduto è grave e ne sono pienamente consapevole. Posso solo dire che, durante un periodo segnato da un clima di forte contrapposizione nel mio paese, in coincidenza con la campagna elettorale, mi sono lasciato sopraffare dalle emozioni, dalla paura e da un profondo disagio personale. Ho perso lucidità e ho compiuto un gesto senza rendermi realmente conto delle conseguenze che avrebbe avuto sulla mia vita e su quella di tante altre persone.
Oggi sto vivendo un dramma umano che faccio fatica a gestire, anche per la mia giovane età. Ma questo non diminuisce in alcun modo la mia responsabilità.

Ho deciso, insieme ai miei difensori, di collaborare pienamente con l’Autorità Giudiziaria affinché ogni aspetto della vicenda possa essere chiarito nel modo più completo e nel più breve tempo possibile. È una scelta che nasce dal rispetto per la giustizia e dalla volontà di assumermi fino in fondo le responsabilità delle mie azioni. Affronterò il percorso che mi attende con senso di responsabilità, accettando le decisioni che verranno assunte. So che dovrò pagare per gli errori che ho commesso ed è giusto che sia così.
Vorrei anche trasformare questo errore in un’occasione per fare qualcosa di utile. Per questo ho espresso la mia disponibilità a mettermi al servizio di don Patriciello e delle iniziative che vorrà indicarmi, nella speranza di poter dare un piccolo contributo concreto a favore della legalità e di chi vive situazioni difficili.

So bene che questo non cancellerà quanto è accaduto, ma desidero che il mio impegno possa rappresentare un primo passo per cercare di riparare, almeno in parte, al danno che ho causato. So che sarà difficile recuperare la fiducia delle persone. Forse per qualcuno non sarà mai possibile. Non pretendo comprensione né indulgenza. Posso soltanto chiedere scusa e impegnarmi affinché i miei comportamenti futuri dimostrino di aver compreso fino in fondo la gravità di quanto ho fatto. A tutti coloro che ho deluso, ferito o messo in difficoltà rivolgo ancora una volta le mie più sincere scuse. Spero che il tempo, il rispetto delle regole e il mio impegno possano consentirmi, un giorno, di ricostruire la mia vita e di riconquistare almeno una parte della fiducia che oggi ho perduto.

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