Provincia, 76 sindaci si accodano ai Comuni maggiori: sì alla “Casa dei Comuni”. FdI isolata

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La Provincia di Vicenza come Casa dei Comuni e non più ostaggio dei partiti e delle mire politiche dei singoli. All’appello partito dai sindaci dei 9 grandi Comuni del vicentino, uniti nell’interesse del territorio pur se appartenenti a schieramenti politici diversi, si sono aggiunti oltre 70 comuni che rivendicano il ruolo della Provincia come ente super partes che opera nell’interesse di tutti. Un territorio compatto, dal quale però si sono auto esclusi i sindaci che fanno riferimento, apertamente o sotto una bandiera “civica”, a Fratelli d’Italia, come Isola Vicentina, Malo, Sarcedo, Fara Vicentino

L’obiettivo è dichiarato: superare le logiche di schieramento per rimettere al centro un’amministrazione condivisa, orientata al bene della comunità anziché ai capricci delle segreterie politiche, ribaltando di fatto l’attuale equilibrio che risale alle ultime elezioni provinciali. L’iniziativa, che era partita dai sindaci di Vicenza Giacomo Possamai e di Bassano del Grappa Nicola Finco, rappresentanti rispettivamente di coalizioni di centro sinistra e centro destra, aveva colto tutti di sorpresa, ma evidentemente era quanto il territorio auspicava da tempo. Immediata infatti l’adesione al “patto” anche dai Comuni di Schio, Valdagno, Thiene, Montecchio Maggiore, Arzignano, Lonigo e Cassola ai quali adesso si sono accodati oltre 70 comuni più piccoli.

Un appello nato dalle tante difficoltà riscontrate dai Comuni, che ogni giorno si trovano a dover avere a che fare con risorse sempre più limitate sia dal punto di vista economico che da quello pratico. Problemi, che se gestiti da un ente superiore, troverebbero soluzioni più veloci ed efficaci. Ma per questo è necessaria una collaborazione stabile e libera da ideologie e bracci di ferro, e soprattutto libera dai protagonismi della politica.
L’attuale assetto, che si vuole ribaltare con le prossime elezioni previste a inizio del nuovo anno, risale alle ultime elezioni provinciali, quando la scelta di comporre una giunta monocolore di centrodestra rispondeva alla volontà di mostrare la compattezza e la forza anche a livello locale della coalizione di governo. Tuttavia, a distanza di tempo, quella decisione ha generato un forte malcontento tra i primi cittadini. Più che da risentimenti ideologici, le critiche nascono dalla constatazione di una gestione dell’ente considerata poco efficace e distante dalle reali esigenze dei territori.

Provincia, i sindaci ora vogliono l’unità: “Torni ad essere la Casa dei Comuni”

Da qui l’appello partito da Vicenza e Bassano, che si sta estendendo ad una grossa parte del territorio. “La Provincia è prima di tutto la Casa dei Comuni. È l’istituzione nella quale le autonomie locali trovano un luogo di confronto, coordinamento e rappresentanza unitaria per affrontare le questioni importanti che superano i confini di ogni singolo municipio e che impattano, però, sulla vita dei cittadini, delle imprese, delle singole comunità – recita il comunicato congiunto firmato da oltre settanta sindaci (su 112) dei comuni con meno di quindicimila abitanti –. Questo ruolo è oggi ancora più importante. Le amministrazioni comunali, in particolare quelle di piccole e medie dimensioni, sono chiamate ogni giorno a rispondere a bisogni sempre più complessi con risorse economiche, tecniche e organizzative spesso insufficienti”.

“Chi conosce davvero la vita delle amministrazioni comunali e le problematiche a cui devono fare fronte – prosegue la nota – sa bene che nessun Comune può pensare di affrontare da solo sfide come la manutenzione della rete viaria, la sicurezza degli edifici scolastici, la difesa del suolo, la pianificazione territoriale, la mobilità, la protezione civile o la tutela dell’ambiente. L’unità di azione non è quindi un valore astratto: è una necessità concreta per amministrare meglio e offrire servizi più efficaci ai cittadini, una necessità che viene prima e va al di là delle differenze di schieramento politico. La riforma Del Rio del 2014 ha lasciato le Province in una condizione di incertezza . È cambiato il sistema di elezione, ma non è stata completata una vera ridefinizione del ruolo, delle funzioni e delle risorse dell’ente. Nonostante questo, le Province hanno continuato a garantire servizi essenziali grazie al senso di responsabilità degli amministratori locali e alla professionalità del personale”.

“La Provincia resta un livello istituzionale indispensabile. Proprio per questo – aggiungono i 76 Comuni minori firmatari dell’appello – è necessario rilanciarne la funzione originaria: essere la Casa dei Comuni, il luogo nel quale i sindaci e gli amministratori locali costruiscono insieme risposte condivise nell’interesse dell’intero territorio. La storia amministrativa della nostra provincia dimostra che questo modello è possibile. Per anni amministratori appartenenti a culture politiche diverse hanno saputo collaborare mettendo al centro le esigenze delle comunità locali. Oggi quello stesso metodo è ancora più necessario. I sindaci, indipendentemente dall’appartenenza politica, condividono ogni giorno gli stessi problemi e le stesse responsabilità verso cittadini, imprese e associazioni. È naturale, quindi, che trovino nella Provincia il luogo in cui costruire posizioni comuni e rafforzare la capacità di rappresentare gli interessi dei Comuni, soprattutto di quelli che da soli avrebbero minore forza amministrativa e istituzionale”.

Il sindaco di Bassano Nicola Finco

“I partiti continuano a svolgere una funzione fondamentale nella vita democratica e meritano pieno rispetto – aggiungono i sindaci -. Proprio per questo riteniamo che le elezioni provinciali possano essere il momento nel quale le diverse sensibilità politiche e civiche convergono su un obiettivo più grande: rafforzare la rappresentanza unitaria del territorio. Come sindaci dei Comuni della provincia con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti, consapevoli delle differenze strutturali oggettive rispetto alle Amministrazioni più popolose, intendiamo assumerci questa responsabilità insieme ai Comuni con una popolazione superiore. Lavoreremo in sinergia per favorire un confronto aperto tra tutti gli amministratori locali e tutte le forze politiche e civiche, con l’obiettivo di costruire un percorso davvero condiviso per il rinnovo del Consiglio provinciale, valorizzando l’esperienza delle liste “Casa dei Comuni” che nel 2021 hanno saputo rappresentare unitariamente l’intero territorio vicentino. La divisione indebolisce la nostra azione non la rafforza”.

“Non chiediamo a nessuno di rinunciare alla propria identità – conclude la nota -. Crediamo, al contrario, che il pluralismo trovi il suo valore più alto quando diventa capacità di collaborazione istituzionale. I cittadini chiedono amministratori che sappiano unire competenze ed energie quando sono in gioco gli interessi delle comunità. Le sfide che attendono il nostro territorio richiedono una Provincia forte, credibile e autorevole. Una Provincia che torni ad essere, pienamente, la Casa dei Comuni: il luogo nel quale l’autonomia di ciascun Comune si rafforza attraverso la collaborazione con tutti gli altri, trasformando le differenze in una forza comune al servizio della provincia di Vicenza”.

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