Scia di furti, opposizione all’attacco. Stivan: “Solite cattiverie inutili”

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A Dueville non si dorme più tranquilli. Dopo la rapina in pieno giorno che una settimana fa ha lasciato sotto shock una residente — minacciata con una pistola e derubata dei gioielli custoditi nella cassaforte — nella notte tra lunedì e martedì i ladri sono tornati a colpire. Tre abitazioni violate, stanze messe a soqquadro, oggetti rubati. Tra le vittime anche la consigliera comunale Giulia Binotto, che ha trovato la casa devastata al rientro.

Una sequenza di episodi che sta facendo salire la tensione in paese e che riporta al centro del dibattito un tema che, a Dueville, non è mai davvero uscito dal radar: la sicurezza.

La minoranza attacca: “Non bastano slogan, servono misure reali”. Il gruppo di minoranza Esserci per Dueville parla di una situazione che non può essere minimizzata. La capogruppo Elena Lionzo usa parole nette: “La sicurezza non è un tema su cui costruire facili slogan e futili promesse. In campagna elettorale abbiamo proposto delle azioni per rendere più sicuro il nostro comune ma con la consapevolezza che la situazione non può essere risolta sul piano locale. Sono almeno due le condizioni necessarie per portare maggiore sicurezza nel territorio: la certezza della pena e la presenza di un maggiore organico tra le forze dell’ordine. Condizioni queste, che certo non dipendono dall’amministrazione locale ma dal governo centrale”.

Lionzo ricorda però gli impegni presi dall’attuale maggioranza e incalza: “Nel proprio programma elettorale, l’attuale maggioranza ha scritto garantiremo il diritto dei cittadini di vivere serenamente, al riparo dai fenomeni di micro-criminalità. Addirittura, poche settimane fa il sindaco ha scritto nel giornalino comunale che Dueville non è più zona franca. Tutto risolto? Purtroppo no. A dimostrarlo sono i furti subiti nelle ultime settimane in varie parti del paese”. E tuona severa: “Ai cittadini vittime di questi atti criminali va tutta la nostra solidarietà. All’amministrazione chiediamo serietà: la sicurezza non può essere un tema da facili slogan. Bisogna intervenire non con misure di facciata che cambiano solo la percezione della sicurezza, bensì lavorare su azioni che portano alla sicurezza reale dei cittadini. I duevillesi vogliono sentirsi al sicuro. Il sindaco usi i contatti che dichiara di avere con il Governo per individuare possibili soluzioni e interventi. Le forze dell’ordine dovrebbero rimanere di più sul territorio”.

La replica del sindaco Stivan: “In due anni abbiamo fatto ciò che loro non hanno fatto in dieci”. Il sindaco Giuliano Stivan respinge le accuse e rivendica quanto realizzato: “È incredibile leggere queste affermazioni da chi per 10 anni ha amministrato senza mettere in campo nessuna, dico nessuna di queste cinque azioni che abbiamo realizzato noi in questi 2 anni così come da impegni presi in campagna elettorale”.

Interventi che Stivan non esita a elencare: “Dall’illuminazione pubblica, con rete attiva tutta la notte, al potenziamento della videosorveglianza, passata da 27 a 53 telecamere, con altre 10 in arrivo. E ancora il protocollo “Mille Occhi” — collegamento tra vigilanza privata e forze dell’ordine, la convenzione con l’Associazione Nazionale Carabinieri, con pattugliamenti notturni e presenza al mercato, assieme al controllo di vicinato — progetto avviato e già operativo. La minoranza forse è poco informata”.

E chiude con una stoccata politica: “Continuo a chiedermi perché anziché perseguire questa linea di attacchi insensati i colleghi di minoranza non si mettano finalmente al servizio della comunità proponendo cose utili anziché spargere inutili cattiverie”. Ma quello che resta, al di là delle risse politiche, é una scia di furti che non è solo un fatto di cronaca, ma la spia di un problema ben più ampio dei confini comunali di Dueville. E mentre le forze di maggioranza e d’opposizione si confrontano duramente, resta una certezza: al netto del dibattito, i cittadini vogliono sentirsi protetti. Almeno a casa loro.