Fatture fasulle dalla Malesia, sequestrati quasi 700 mila euro a società orafa vicentina

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Operazione importante della guardia di finanza vicentina

Una società per azioni vicentina operante nel settore orafo è finita nel mirino del comando provinciale delle Fiamme Gialle, con sequestro di quasi 700 mila euro dai conti correnti in seguito alle indagini dei finanzieri. L’accusa mossa nei confronti dell’azienda è pesante: frode fiscale ai danni dell’erario, attuata attraverso l’emissione di fatture false ad opera di una società “cartiera” con sede in Malesia. “Affari sporchi” architettati per eludere il fisco italiano, a vantaggio della s.p.a. – il marchio della società non è stato reso noto dai finanzieri – con sede nella provincia di Vicenza.

Un danno tributario ingente quello accertato dai militari del nucleo economico-finanziario, che hanno avuto accesso alle carte contabili e verificato l’inesistenza delle operazioni commerciali in tema di preziosi con la ditta malese, rivelatasi un’azienda-fantoccio. Da qui la necessità di richiedere in Procura il sequestro preventivo di quanto ritenuto dovuto all’erario, vale a dire 684 mila euro, “congelati” dalla liquidità in conto corrente come misura cautelativa a tutela dello Stato. La somma sarà definitivamente confiscata in caso il procedimento giudiziario si concluda con l’approvazione della tesi dei finanzieri.

Il controllo operato nei mesi scorsi si riferisce al periodo 2010-2014, un quinquennio in cui, questa l’ipotesi fondante dell’indagine, la società orafa avrebbe gonfiato in maniera inverosimile i costi d’acquisto delle materia prime importate da lavorare. L’interposizione tra aziende fornitrici e la società veneta sotto inchiesta tributaria di un’entità intermedia, di fatto, si sarebbe rivelata una mera quanto elaborata condotta illecita finalizzata all’evasione d’imposta e quindi a incamerare una porzione di ricavi illeciti.

Guardia di Finanza

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vicenza ha accolta la richiesta di vincolo dei fondi per sequestro equivalente su proposta del pubblico ministero e sulla scorta del lavoro della guardia di finanza.