Giro d’Italia, i componenti vicentini fanno infuriare Gaviria dopo l’arrivo della 5^ tappa

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L'arrivo di Messina con Fernando Gaviria (a destra) dietro a Demare

E’ arrivato secondo nella lunga volata che ha chiuso la 5^ tappa del Giro d’Italia, sul traguardo di Messina a vincere è il francese Arnaud Demare ma a fare notizia è il secondo posto conquistato da Fernando Gaviria, corridore della Uae Emiretas che dopo l’arrivo prende a pugni il manubrio della propria bicicletta. Il motivo della furiosa reazione va attribuito a un problema tecnico che il velocista colombiano ha avuto proprio nelle fasi conclusive della gara. Le telecamere hanno anche registrato una frase che lo stesso atleta ha gridato nei confronti della propria bici dopo il traguardo, parole forti che non elogiano la qualità del mezzo che monta i componenti della Campagnolo, azienda vicentina leader del settore.

Fernando Gaviria (in basso a sinistra) mentre prende a pugni il manubrio

Alla domanda del giornalista, Gaviria ha risposto con tono seccato: “Non parlo della bicicletta”, ma, riguardando le immagini si vede chiaramente che il corridore ha terminato la corsa con la catena sul pignone da 17 denti, alquanto anomala per un velocista che si sta giocando la vittoria ad una velocità che sfiora i 70 chilometri orari. La pedalata risulta molto più agile, quindi è necessario un numero più elevato di pedalate con l’impossibilità di sprigionare la forza, calcolata in rpm, producendo quindi meno metri.

La rabbia del colombiano, però, non basta a capire se il problema tecnico deriva dal montaggio scorretto del proprio meccanico, da un errore dello stesso Gaviria o da un difetto di fabbrica al quale dovrebbe rispondere direttamente la Campagnolo. Per ora l’azienda vicentina non rilascia dichiarazioni, probabilmente lo farà dopo aver analizzato il componente, quello che è certo che che il campione del mondo di velocità non ha potuto alzare le braccia al cielo per festeggiare la vittoria in Sicilia.