Tutti d’accordo sulla Vicenza-Schio: “I passaggi a livello non siano un alibi per non farla”

La tratta ferroviaria Vicenza-Schio torna alla ribalta ed il consiglio provinciale di Vicenza vota all’unanimità per spingere Governo e Regione a deliberare interventi immediati e trovare i fondi necessari per l’elettrificazione ed il potenziamento dell’infrastruttura, considerata tra le 10 peggiori d’Italia eppure fondamentale per il territorio ed il suo sviluppo.

La questione della Vicenza-Schio era ferma da tempo in provincia e l’annuncio dell’ex assessore regionale ai Trasporti Elisa De Berti, che nel 2016 aveva detto “tra 3 anni sarà ultimata”, era stato un buco nell’acqua.

Da tempo, senza un consigliere delegato che se ne occupasse, la questione della tratta Vicenza-Schio era ferma in un cassetto della Provincia e finalmente, il pungolo delle opposizioni ha smosso le acque. In consiglio provinciale purtroppo è prevalsa la bagarre politica, che comunque si è risolta con una mozione bipartisan votata all’unanimità.
Ad andare sul concreto è stato il consigliere provinciale di Thiene Carlo Gecchelin, che ha fatto alcune osservazioni utili ad avviare l’iter.

Il progetto
Per sviluppare il progetto di elettrificazione ed eliminazione dei passaggi a livello bisogna tenere conto di due fattori fondamentali: “Distinguere l’elettrificazione dalla complessa partita dei passaggi a livello”, ha sottolineato Gecchelin, che in consiglio ha proposto anche di individuare un consigliere delegato che porti avanti il progetto, per evitare che dopo tano entusiasmo torni dentro ad un cassetto come era successo con la conclusione del precedente mandato provinciale.

La proposta
“L’elettrificazione ed il raddoppio di alcune tratte della linea e l’eliminazione dei passaggi a livello devono essere gestite in modo separato, altrimenti si rischia che la non realizzazione di uno di questi due progetti diventi la scusa per bloccare l’altro”, sottolinea Gecchelin.

Secondo il consigliere, l’elettrificazione e il raddoppio di alcune tratte permetterebbero una diminuzione dell’impatto ambientale dato dai locomotori diesel, ma anche la possibilità di integrazione con la restante rete ferroviaria regionale tanto che si potrebbero avere dei treni giornalieri o settimanali che partendo da Schio raggiungano stazioni tipo Padova senza la famosa sosta dei “Binari Giardino” con tanto di corse in affanno per le coincidenze.

“In contemporanea deve essere avviato il programma di soppressione dei passaggi a livello sia per una questione di sicurezza e viabilità, ma anche per ottenere una riduzione dei tempi di percorrenza che porterebbero a far diventare nel tempo la linea Vicenza-Schio una metropolitana di superficie”, spiega il consigliere thienese.

“L’eliminazione dei passaggi a livello è l’aspetto più problematico per ragioni economiche, urbanistiche e di accettazione da parte delle cittadinanze, ma non può bloccare l’elettrificazione – ha continuato – Quello dei passaggi a livello è un tema legato alla sicurezza e mobilità molto sentito (vedi Anconetta a titolo di esempio), ma che deve trovare soluzioni dalla politica locale portando soluzioni fattibili da presentare agli enti preposti. A sostegno di questa separazione della questione elettrificazione-passaggi a livello, ricordo che l’elettrificazione della linea Padova- Bassano è stata realizzata qualche anno fa ma, se molti passaggi a livello sono ancora presenti, ne è aumentata l’efficienza come sottolineato dall’assessore regionale Elisa De Berti nel 2022, che aveva spiegato che con l’elettrificazione della linea Padova-Bassano, realizzata nel 2020, la puntualità sulla tratta è passata da una percentuale inferiore al 90% ad una superiore al 97%, con ricadute ovviamente positive su qualità e condizioni di viaggio”.

Le richieste della Camera di Commercio e del consigliere regionale Carlo Cunegato
Nei giorni scorsi Giorgio Xoccato, presidente della Camera di Commercio di Vicenza, si era rivolto alle istituzioni invitandole a fare squadra per ottenere le risorse necessarie all’efficientamento della linea. Alle sue parole aveva dato seguito il consigliere regionale di Avs Carlo Cunegato: “Il territorio chiede alla Regione di assumersi finalmente le proprie responsabilità, dopo anni di immobilismo. Parliamo della linea ferroviaria che serve il più grande bacino produttivo della provincia”.

La dichiarazione di Andrea Nardin
“Il voto unanime dimostra che il territorio non è più disposto ad aspettare – ha commentato Andrea Nardin, presidente della Provincia di Vicenza – L’Alto Vicentino è uno dei cuori pulsanti dell’economia italiana, un polo industriale che genera una parte significativa del PIL nazionale e delle esportazioni. È inaccettabile che una zona così produttiva sia servita da un’infrastruttura fuori dal tempo. Non chiediamo solo un treno più veloce, ma un diritto alla mobilità sostenibile per i nostri cittadini, passando finalmente dalla gomma al ferro attraverso una moderna metropolitana di superficie. La Provincia si farà portavoce di questa urgenza a Venezia e a Roma con estrema determinazione”.

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