Scontri in piazza, Cunegato: “Anche dalla polizia violenza ingiustificata”

Si condisce di un’ulteriore capitolo il lungo strascico polemico seguito alle manifestazioni di giovedì scorso, quando Schio è stata teatro di due opposte mobilitazioni. Da una parte Forza Nuova con la sua “passeggiata per la sicurezza”, dall’altra la piazza antagonista al grido di “la città è antifascista”.

In mezzo c’è chi come il consigliere comunale e ora anche consigliere regionale di Avs, Carlo Cunegato, in piazza Duomo c’è stato per testimoniare il suo convinto “no” alle ronde di Forza Nuova, ma non ha gradito chi in quel contesto – promosso principalmente da Csa Arcadia e Anpi, ma con la partecipazione anche di altri collettivi – ha mancato di rispettare le direttive prefettizie, provocando di fatto gli scontri con la Polizia. Una valutazione che però non esimerebbe da responsabilità – sempre stando a quanto dichiara Cunegato – nemmeno le forze dell’ordine: “La violenza non deve mai essere giustificata. Dai video che abbiamo visto è tuttavia ingiustificabile la violenza della polizia che ha caricato con idranti e manganelli un gruppo di giovanissimi. Davvero siamo preoccupati, sono queste le indicazioni che arrivano dalla dottrina Piantedosi? Un governo che dopo il ddl sicurezza vuole reprimere con la forza la manifestazione del dissenso è un governo pericoloso. La destra ci vuole passivi, rassegnati e ringhiosi. Noi non ci stiamo”.

Parole forti, che spostano inevitabilmente il baricentro delle responsabilità rispetto a tafferugli che hanno generato un clima d’odio e di violenza che fanno male anzitutto alla città. Ma è anche sul tema della sicurezza stessa che il neo letto consigliere regionale si sofferma con un’articolata analisi che chiama in causa diversi attori: “Il tema della sicurezza si affronta con maggiori forze dell’ordine. Qui la responsabilità è della destra che governa a Roma, a Venezia e a Schio. La destra che invoca sicurezza si dimentica di essere al governo e di aver avuto praticamente tutti i ministri dell’interno degli ultimi 25 anni. Sono sicuro però che la repressione non basti. Dobbiamo avere il coraggio di indagare le cause profonde, di capire le motivazioni di una società sempre più malata, di un tessuto comunitario sempre più sfilacciato. C’è un disagio, un malessere che cova nella nostra società. C’è una povertà sempre più diffusa, che diventa povertà educativa, con 162mila minori in Veneto in questa condizione. Ci sono 144 mila giovani con una diagnosi psichiatrica, ma due su tre non vengono presi in carico dal sistema sanitario. Li lasciamo soli, una vergogna. Il disagio diventa devianza”.

Riflessioni che non si esauriranno qui: tra “minacce” di un ritorno delle passeggiate di Forza Nuova – anche senza autorizzazioni – e una piazza pronta a scaldarsi oltre il punto di ebollizione, la politica avrà di che discutere. Provando, almeno quella, a raccogliere i cocci di un tessuto sociale più disgregato che mai.

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