Guerra in Ucraina, a Kiev i consiglieri di 15 Paesi Nato: Al lavoro sulle garanzie di sicurezza

Ancora una riunione, sempre con lo stesso obiettivo: arrivare alla pace. Ieri il governo ucraino ha riunito i consiglieri della sicurezza nazionale degli alleati Nato per fare il punto sul piano. L’inviato Usa di Donald Trump, Steve Witkoff, ha seguito il vertice in collegamento. Lo stato maggiore ucraino ha portato sul tavolo un documento congiunto, firmato con gli Stati Uniti, per il sostegno dell’esercito e per garanzie sul monitoraggio degli eventuali accordi con Mosca. La prima riunione dell’anno sull’Ucraina, quella di ieri, ha coinvolto i consiglieri per la sicurezza di quindici Paesi (per Roma c’era Fabrizio Saggio) e i rappresentanti dell’Ue e dell’Alleanza Atlantica che si sono confrontati con gli emissari del presidente Volodymyr Zelensky guidati da Rustem Umerov.
Il vertice non ha prodotto novità di rilievo ma è comunque servito per fare il punto sui documenti quadro dell’ultima bozza del piano di pace, “comprese le garanzie di sicurezza“, nonché “la sequenza dei prossimi passi congiunti”, come ha fatto sapere Umerov. Gli ucraini hanno posto l’accento sui progressi fatti con gli Stati Uniti sul piano bilaterale. Il capo di stato maggiore delle forze armate Andriy Hnatov ha comunicato ai partner che Kiev e Washington hanno concordato un documento militare che delinea nel dettaglio i meccanismi di supporto all’Ucraina e alle sue forze armate, comprese le questioni dell’approvvigionamento e della modernizzazione dell’esercito. Con particolare attenzione al monitoraggio del rispetto degli accordi e alle azioni che le parti dovranno intraprendere in caso di violazioni.
A questo gli ucraini puntano a coordinare rapidamente le ulteriori misure di sostegno con gli altri Paesi. A Kiev è stato discusso anche il pacchetto di misure per rafforzare l’economia ucraina. Agli incontri ha partecipato il leader ucraino: “Abbiamo condiviso tutti i documenti necessari per la risoluzione pacifica della guerra“, alcuni “devono ancora essere finalizzati”, ha detto Zelensky, ringraziando i partner per “non lasciarci soli”.
A questo punto i prossimi passi per provare a fare ulteriori passi in avanti saranno quelli di domani, lunedì 5 gennaio, con una riunione dei capi di Stato Maggiore, e del giorno dopo (martedì 6) con il vertice dei leader europei all’Eliseo, per provare a coordinare i contributi dei membri della Coalizione dei Volenterosi al sistema di garanzie di sicurezza per l’Ucraina. A quest’ultimo appuntamento parteciperà anche la premier Giorgia Meloni che volerà a Parigi martedì stesso. “Se la Russia blocca la diplomazia, continueremo a difenderci”: è l’avvertimento rilanciato dal presidente ucraino.