In piazza per Kaabouri: “Io scomodo da difendere, mai oltraggiato le istituzioni”

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La vicenda che ha travolto il consigliere comunale Alaeddine Kaabouri continua a produrre onde lunghe nella politica thienese, culminate oggi con una manifestazione in piazza. Tutto è esploso dopo un suo post sui social in cui esprimeva solidarietà non solo al popolo palestinese, ma anche a Mohammad Hannoun, uno dei nove arrestati nell’operazione antiterrorismo condotta dalla Digos e dalla Guardia di Finanza di Genova.

Nel messaggio, Kaabouri aveva definito l’inchiesta una “nuova operazione repressiva” e denunciato che “in Italia la solidarietà al popolo palestinese viene trattata come un crimine”.Le sue parole hanno scatenato una reazione politica durissima: dal deputato di Fratelli d’Italia Silvio Giovine, che ha parlato di affermazioni “gravissime e inaccettabili”, fino alla decisione del sindaco Giampi Michelusi di revocargli le deleghe, motivando la scelta con il venir meno del rapporto di fiducia. Nel frattempo, la lista civica ÈquaThiene ha preso le distanze definendo quelle del consigliere “posizioni personali”, pur condannando le minacce e gli attacchi razzisti ricevuti da Kaabouri nei giorni successivi.

Ed è in questo clima teso che il collettivo Altovicentino per la Palestina ha convocato la manifestazione di oggi, presentandola come un momento di solidarietà e di difesa della libertà di espressione. Circa 150 persone si sono ritrovate nel primo pomeriggio al parcheggio del Bosco, punto di partenza del corteo. Un raduno eterogeneo, composto da attivisti, cittadini, giovani, che ha scandito slogan e interventi al megafono in un clima vivace ma sempre composto. La presenza delle forze dell’ordine è stata discreta ma costante: agenti e pattuglie hanno accompagnato il serpentone lungo il tragitto fino a piazza Ferrarin, davanti al municipio, garantendo un presidio attento ma non invasivo. E proprio davanti a quel palazzo divenutogli estraneo – questo almeno il suo pensiero – visibilmente emozionato, ha preso la parola proprio Alaeddine Kaabouri, tra applausi e momenti di silenzio: “Quando uno dice quello che pensa diventa scomodo, scomodo anche da difendere. Pensavo che il sindaco mi avrebbe cercato lui, in prima persona. Così non è stato. E così, mentre prima mi esaltavano per quanto facevo, per un post è stato dimenticato tutto”.

Kaabouri è anche tornato – difendendosi e spiegando – sull’accusa più grave che gli è stata mossa: non essersi attenuto a quella responsabilità politica e amministrativa requisito fondamentale per un amministratore. “Non ho mai mancato di rispetto alle istituzioni. Lo dimostra il fatto che non ho cancellato una virgola di quanto scritto, in modo trasparente e onesto. Semmai la mia è una contestazione politica al governo Meloni, per le sue azioni repressive e intollerabili”. Una manifestazione che lancia un segnale politico che va oltre Thiene: sul senso della solidarietà, ma anche sul valore delle parole oltre che sull’inequivocabile necessità di una rappresentanza politica locale in grado di elevarsi. Se non per responsabilità, per rispetto dei cittadini che questa rappresenta.

I ProPal in piazza per Kaabouri, Michelusi: “Solidali col popolo, non con gli indagati” – L’Eco Vicentino

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