Minneapolis, ancora tensioni dopo la morte di Renee Good. Ferito un immigrato

In un comunicato ufficiale, la portavoce del Dipartimento della Sicurezza Nazionale, Tricia McLaughlin, ha specificato che gli agenti federali stavano cercando di arrestare un uomo proveniente dal Venezuela che si trovava illegalmente nel Paese e che ha tentato di fuggire. “Quando è stato raggiunto, ha iniziato a opporre resistenza e ad aggredire violentemente l’agente”, ha sottolineato McLaughlin. All’aggressione si sarebbero poi unite altre persone e, a questo punto, l’agente avrebbe sparato colpendo l’uomo alla gamba. Entrambi sono stati trasferiti in ospedale.
Nel frattempo, i familiari di Renee Good hanno annunciato di voler far avviare un’inchiesta civile per fare chiarezza sulle circostanze dell’omicidio, che ha suscitato un’ondata di indignazione nel Paese. Lo studio legale che rappresenta la vedova di Renee Nicole Good e i suoi figli, ha dichiarato in un comunicato che le autorità “non stanno mostrando alcuna trasparenza” in questa vicenda, per questo l’indagine civile aiuterebbe a cercare risposte e responsabilità. Secondo il legale Antonio Romanucci, “a Minneapolis come in tutto il Paese le persone sono profondamente preoccupate per ciò che è accaduto a Renee Good il 7 gennaio 2026 e vogliono capire come sia potuta essere uccisa per strada dopo aver accompagnato il proprio figlio a scuola”.
La morte di Good, uccisa da un agente dell’Ice durante una vasta operazione federale a Minneapolis, ha già provocato manifestazioni pubbliche e critiche diffuse da parte di esponenti politici locali e nazionali. Ad oggi le autorità federali, tra cui il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, hanno rifiutato di aprire un’inchiesta sui diritti civili e l’indagine è affidata principalmente all’FBI. Mentre funzionari statali e locali hanno denunciato di essere stati esclusi dall’accesso alle prove.