Crisi d’inverno: il silenzio di Orsi e lo strappo di Nardi minano la maggioranza Marigo

La crisi politica che attraversa Schio non è più un’ipotesi né un malessere sotterraneo: è ormai un dato di fatto, certificato da una serie di scosse istituzionali che, nel giro di poche settimane, si sono fatte crepa via via più vistosa e stanno mettendo in discussione la stabilità della terza città più popolosa del Vicentino.
Orsi tace. Ma il silenzio è eloquente
Le dimissioni di Valter Orsi dalla presidenza del Consiglio comunale, formalizzate a fine dicembre, hanno aperto una frattura che si è allargata rapidamente, fino a coinvolgere la vicepresidente del Consiglio Anna Nardi, ora approdata al gruppo misto dopo un duro scambio di accuse con la sindaca Cristina Marigo. Una frattura interna alla maggioranza che ha visto l’ex sindaco, oltre a lasciare la presidenza del Consiglio, rinunciare anche agli incarichi nel Bim Bacchiglione, mentre si susseguono voci sulla costituzione di un nuovo gruppo consiliare insieme ad altri tre consiglieri. Un passaggio che, inevitabilmente, ridisegnerebbe gli equilibri politici dell’aula minando pesantemente il cammino della giunta Marigo. Voci. Forti, insistenti, vicine. Ma per ora solo voci. A rendere infatti il quadro ancora più incerto è il silenzio di Orsi dopo le dimissioni: nessuna conferenza stampa, nessuna dichiarazione pubblica, nessuna indicazione sulle sue prossime mosse. Un silenzio che pesa come un macigno sulla maggioranza e alimenta interrogativi sul futuro della città, mentre l’opposizione parla apertamente di “crisi politica” e chiede alla sindaca di “fare chiarezza davanti alla città”.
Il caso Nardi
A complicare ulteriormente la situazione è arrivata la decisione della ex vicepresidente del Consiglio comunale (dimessasi anche lei a cavallo di fine anno), Anna Nardi, di lasciare la maggioranza e dichiararsi indipendente. Una scelta che la consigliera motiva con parole nette: “Ho deciso di uscire dalla maggioranza dopo aver sperimentato una progressiva incapacità di condividere il metodo operativo e le conseguenti delibere proposte dalla maggioranza”. Ma Nardi respinge, almeno per ora, con forza le voci di un suo imminente approdo a Fratelli d’Italia: “Ho cominciato a occuparmi di politica nel 2024 come civica pura. In questa veste approdo al gruppo misto e ho intenzione di continuare a confrontarmi con tutte le forze politiche presenti in Consiglio. Se da questo percorso maturerà una nuova volontà di collaborazione, è prematuro dirlo”.
E sulle possibili ulteriori fratture nella maggioranza, la consigliera rimanda la responsabilità alla giunta e glissa sibillina: “Non spetta a me, ma all’amministrazione valutare questo rischio e adottare misure di dialogo costruttivo interno”. Dura invece la presa di posizione contro le accuse che l’hanno tacciata di incoerenza e scarsa responsabilità: “Ho sempre spiegato con motivazioni tecnico-giuridiche le scelte che ho operato – replica Nardi con fermezza – questa si chiama coerenza. Ed essendo coerenti, si è anche responsabili. E poi, concedetemelo – sbotta con una stoccata al fulmicotone – la sindaca che sfiducia il consigliere già dimessosi mi pare un’azione ultronea e, ancora una volta, tardiva”.

La replica della sindaca Marigo
Dal canto suo, la sindaca Cristina Marigo aveva risposto con un comunicato dai toni altrettanto decisi, respingendo la versione della consigliera: “Prendo atto della decisione, ma non posso condividere né accettare la ricostruzione dei fatti diffusa, perché non corrisponde alla realtà”. Marigo parla infatti di un progressivo allontanamento della consigliera dal percorso condiviso: “In più occasioni sono stati chiesti chiarimenti e promossi momenti di confronto. La consigliera ha sempre manifestato formale adesione, senza che a tale disponibilità seguissero comportamenti coerenti”. Il nodo, secondo la sindaca, è la fiducia: “Questo atteggiamento ha inevitabilmente incrinato il rapporto di fiducia, presupposto essenziale per far parte di una coalizione di governo”.
Marigo respinge anche l’accusa di mancanza di metodo e ricorda l’episodio del bilancio, quando Nardi aveva inizialmente appoggiato l’ipotesi di un rinvio: “Il confronto e la collegialità hanno sempre caratterizzato il lavoro di questa amministrazione. Ciò che è mancato è stata la disponibilità della consigliera a un confronto franco e trasparente. Non parliamo di quanto avvenuto in sede di approvazione del bilancio di previsione con una scelta – quello di Nardi – che avrebbe esposto il Comune al rischio dell’esercizio provvisorio, con il blocco di progettualità e attività fondamentali. Una responsabilità che questa amministrazione non ha mai inteso assumersi”.
Una situazione ulteriormente aggravata dal fatto che la giunta risulta ancora priva di un referente ai Lavori pubblici e all’Urbanistica, come sottolineato più volte da FdI e dal suo referente Alex Cioni. In questo scenario, la domanda che circola con insistenza è la stessa posta dall’opposizione: esiste ancora una maggioranza politicamente coesa a Schio?
La sindaca – che comunque ha mostrato nervi saldi e tibetana pazienza – assicura che l’amministrazione continuerà a lavorare “con serietà e responsabilità”, ma la sensazione diffusa è che la crisi sia tutt’altro che chiusa. E che il silenzio di Orsi, unito ai movimenti interni alla maggioranza, possa preludere a nuovi sviluppi. E siamo solo a gennaio.
Ascolta “Il 2026 del Comune di Schio, con la sindaca Cristina Marigo” su Spreaker.
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