Finco modello con la fascia tricolore per una sartoria: il caso arriva in Prefettura

Guai in vista per il sindaco di Bassano del Grappa, Nicola Ignazio Finco, dopo la pubblicazione sui social del video di una sartoria bassanese per la quale posa come modello con la fascia tricolore. Il caso infatti è stato segnalato con un esposto alla Prefettura di Vicenza dalle opposizioni in consiglio comunale (Bassano Passione Comune, Bassano per Tutti, È il Momento e Partito Democratico).

La vicenda tiene banco da alcuni giorni nella città del Grappa, con prese di posizione diverse e pure meme che prendono in giro il primo cittadino. Il video dell’atelier Mario’s, di Mario Bonamigo, sartoria maschile in centro a Bassano,  viene pubblicato il 28 gennaio, e fa parte della serie “Ritratti SuMisura: stile km zero”, a cui il sindaco di Bassano ha prestato la faccia (e la fascia) decantando le lodi del negozio e di Bassano e facendosi immortalare con un completo bianco, più cravatta blu, della collezione in vendita nel negozio.
Il giorno dopo iniziano le prese di posizione del centrosinistra bassanese. La deputata Rosanna Filippin (Partito Democratico) scrive sui suoi canali social: “La fascia tricolore di un sindaco va usata in determinati contesti, quando una persona rappresenta una città, una comunità di persone, un territorio. Sicuramente non per fare promozioni di negozi di abbigliamento o per farsi fotografare con pose ammiccanti”.

In effetti, la legge e il decoro delle istituzioni non lasciano molto margine a dubbi in merito, dato che l’uso della fascia tricolore è strettamente regolamentato e va riservato alle occasioni ufficiali, perchè il sindaco quando la indossa rappresenta la città e non se stesso. Le opposizioni parlano di “utilizzo improprio del simbolo istituzionale”, dicono che il sindaco ha “danneggiato il decoro e l’imparzialità” e ritengono che quanto accaduto vada contro il Testo Unico degli enti locali e le indicazioni del Ministero dell’Interno, che limitano l’uso della fascia ai soli contesti ufficiali.

Fra le voci che si son levate, quella di chi se ne intende, ossia l’ex sindaco Riccardo Poletto, sempre del Pd, per il quale quanto accaduto “rischia di compromettere decoro e imparzialità delle istituzioni, piegando un simbolo pubblico a interessi privati. “È di tutta evidenza che quanto osservabile nel video nulla ha a che vedere con le funzioni e i contesti indicati dalle norme — scrivono le minoranze in un comunicato stampa — al contrario rischia di minare il decoro e l’imparzialità delle istituzioni”. Ma c’è anche chi difende Finco perchè il video aveva l’obiettivo di sostenere, in tempi difficili, il commercio e l’artigianato cittadino.

Il diretto interessato, intervistato da Rete Veneta, spiega: “Una delle poche attività artigianali rimaste in centro storico mi ha chiesto di valorizzare questa realtà facendo delle fotografie e utilizzando un elemento che caratterizzasse il mio ruolo da sindaco e mi sono prestato facendo delle foto, tenendo in mano la fascia da sindaco, ma senza alcun tipo di mancanza di rispetto nei confronti di questo importante simbolo”. Una giustificazione che assomiglia molto a un’arrampicata sugli specchi, tanto più che in un paio di scatti la fascia è invece indossata. Ora, la palla passa alla Prefettura.

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