C’è luce oltre il buio: Roberta Manzardo racconta il suo viaggio di donna e figlia

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C’è un’emozione sottile, quasi domestica, nel vedere una comunità riunirsi attorno a una sua voce. Stasera, alle 20.30 al Centro Zagorà, Zugliano accoglierà la presentazione di “Ciao mamma – Un viaggio dentro la vita di una figlia”, il nuovo libro di Roberta Manzardo, 61 anni, già imprenditrice e assessora a Thiene, oggi libera professionista.

Una donna che la sua comunità conosce bene: apparentemente fragile, in realtà capace di graffiare la vita, di attraversarla con una forza che continua a rivelarsi giorno dopo giorno.
La serata, patrocinata dal Comune, vedrà gli interventi dell’assessora alla cultura Paola Sartori, del professor Ferdinando Offelli e del dottor Giovanni Butturini, direttore dell’unità di chirurgia epato-bilio-pancreatica dell’ospedale Pederzoli di Peschiera del Garda e fondatore, insieme alla dottoressa Elena Pizzocaro, di Unipancreas ETS. Ad accompagnare il racconto ci sarà un momento artistico con Paola Pasqualotto (voce recitante), Massimo Zulpo (pianoforte), Paola Gnata (danza) e la giovane Camilla Bassan, 12 anni, che interpreterà Roberta bambina.

Il volume intreccia memoria, dolore, gratitudine e rinascita: un viaggio emotivo e civile, nato da un percorso intenso, in cui la presenza fragile e potente di una madre è diventata filo conduttore e spinta vitale. Un cammino quasi psicoterapeutico, un atto d’amore verso entrambi i genitori. Non a caso, il libro è dedicato alla madre Maria, “per avermi insegnato la generosità e la gentilezza”, e al padre Bruno, “per avermi insegnato il valore del lavoro e la perseveranza”. Una parte importante del racconto è dedicata alla malattia che colpì Roberta a soli undici anni: una pleurite essudativa tubercolare che segnò la fine dell’infanzia e l’inizio di una nuova consapevolezza. Da quella esperienza nacque, anni dopo, la scelta di iscriversi alla scuola infermieri e, nel 1999, di fondare il Centro Medico Thienese, che lei stessa definisce “l’inizio della mia seconda vita”. La scrittura di Manzardo è semplice, diretta, affettuosa. Ma potente e capace di smuovere qualcosa dentro anche quando si va oltre il tema famigliare e si parla di rapporti interpersonali e di donne. E gli estratti scelti restituiscono bene l’atmosfera del volume: “Se le donne fossero state più solidali fra loro, avrebbero percorso molte miglia in più…Il successo di una non dovrebbe mai essere visto come una minaccia, ma come un faro che illumina la strada anche per le altre. Utopia”.

Per Zugliano non una mera serata di presentazione di un libro. Piuttosto il ritorno di una storia che appartiene anche al paese, ai suoi valori, alla sua memoria collettiva. È un invito a guardare dentro le proprie radici, a riconoscere la forza che nasce dalle fragilità, a non smettere di cercare la luce. Anche quando intorno sembra solo di vedere buio.

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