Aperto a Monte Berico l’Anno Giubilare Mariano. Parolin: “Il Vangelo continui ad essere linfa vitale”

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Ha avuto inizio ieri, 8 febbraio, a Monte Berico (Vicenza), l’Anno Giubilare Mariano e della Rinascita in occasione dei 600 anni dalla prima apparizione della Madonna. È stato aperto alle 15 con una celebrazione liturgica che si è tenuta nel santuario e che è stata presieduta dal cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede, alla presenza delle maggiori autorità cittadine e regionali. La cerimonia è stata trasmessa anche tramite un maxi schermo installato all’esterno del santuario, sul piazzale della Vittoria, dove sono stati allestiti cinquecento posti a sedere.

Hanno concelebrato il vescovo di Vicenza Giuliano Brugnotto, il vescovo emerito di Vicenza Beniamino Pizziol, il vescovo emerito di Chioggia Adriano Tessarollo e il vescovo di Beira (Mozambico) Claudio Dalla Zuanna, il superiore generale dei servi di Maria padre Sergio Maria Ziliani, padre Carlo Maria Rossato priore della comunità e rettore del santuario di Monte Berico e 55 presbiteri di varia provenienza. Fra le autorità presenti, il Presidente della Regione Veneto Alberto Stefani, quello della Provincia di Vicenza Andrea Nardin, il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai, il Vice Prefetto e il Questore di Vicenza, parlamentari e oltre cinquanta sindaci vicentini.

Il saluto iniziale del vescovo Brugnotto
“Noi siamo saliti su questo colle – ha detto nel suo saluto iniziale il vescovo di Vicenza Giuliano Brugnotto – per avvertire la presenza Materna di Maria in ogni liturgia noi concelebriamo con Lei e accogliere il suo invito ad ascoltare la voce del Figlio Gesù. A Lei presentiamo gli aneliti di giustizia e di pace che salgono dal nostro popolo vicentino e da tanti altri popoli. Oggi ricordiamo Santa Giuseppina Bakhita e la Giornata contro la tratta voluta da Papa Francesco; solo i minorenni vittime di lavoro forzato, sfruttamento sessuale, attività illecite… sono stimati in dodici milioni”.

L’omelia del cardinale Parolin
L’apertura dell’Anno Giubilare, nel segno dei 600 anni dalla prima apparizione della Madonna, ha rappresentato non solo un importante momento di fede, ma anche un evento di forte rilevanza culturale e identitaria. Un’occasione che ha riaffermato Monte Berico come luogo centrale di spiritualità, dialogo e rinascita per tutta la collettività. Parolin ha ricordato i seicento anni di storia del santuario, “una storia fatta di speranza, di vita, di cambiamento, di rinascita”.
“Il fondamento di ciò che Vicenza e il Veneto vissero allora – ha aggiunto il Segretario di Stato – ed oggi sono chiamati a vivere ancora dentro e fuori i propri confini per dare spazio ad un futuro animato dalla logica del dono e non da quella della pura retribuzione, è il legame che Dio ha voluto stabilire tra la prima delle creature risorte e l’umanità in cammino nel tempo e nella storia: un legame personale, materno, intimamente orientato a promuovere la cultura della vita, la cultura della nascita, la cultura della dignità, la cultura delle relazioni, la cultura dell’incontro”.
Ha poi sottolineato il ruolo di Maria nelle fede cristiana. “Maria – è stato l’appello del cardinale Parolin – ci invita a lasciar parlare Dio in Cristo. Ci invita a un atteggiamento di silenzio interiore che si traduce in capacità di ascolto della voce del Signore. Solo così Vicenza, il Veneto e tutti coloro che qui verranno pellegrini e pellegrine in quest’anno giubilare potranno aprire molte ‘porte chiuse’ e tante storie spezzate e incompiute potranno ricominciare, facendo poi spazio a quell’uguaglianza radicale che guarisce il senso di superiorità che separa gli uni dagli altri”. “Ieri, Vincenza Pasini – ha aggiunto – non veniva creduta perché il senso di superiorità non riconosceva alle donne la capacità di dire la verità e negava loro il conseguente spazio e ruolo pubblico. Ne è risultata la prosecuzione della peste e della morte. Quando si lascia parlare Dio in Cristo, ieri come oggi, tutti ritrovano diritto di parola e diritto di cittadinanza, perché tutti sono riportati all’originaria e comune vocazione di essere testimoni della verità. Ne risulta così la guarigione del vivere insieme, che da ‘missione impossibile’ per molti si trasforma in chiave per accedere al futuro di tutti”.

La storia
Seicento anni fa, il 7 marzo 1426, la Madonna apparve a Monte Berico, il colle che sovrasta Vicenza, alla contadina Vincenza Pasini: la peste che in quel periodo imperversava, mettendo in ginocchio la città, cessò. Da allora i fedeli salgono, e non solo l’8 settembre, giorno della Natività di Maria, in pellegrinaggio al santuario lì costruito, dedicato alla Vergine della Misericordia e custodito dai frati Servi di Maria, per sciogliere l’antico voto.

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