Manca l’abbonamento, 15enne disabile allontanato dal bus. Zaia: “Umanità prima delle regole”

Non sarebbe stato in possesso dell’abbonamento. Per questo, quindicenne con disabilità è stato fatto scendere da un autobus urbano a Vicenza e lasciato solo sotto la pioggia, lontano da casa. L’episodio, avvenuto nei giorni scorsi e raccolto dal Giornale di Vicenza, ha provocato un’ondata di reazioni e ha riacceso un dibattito che in Veneto è già incandescente dopo il caso del bambino costretto a camminare nella neve nel Bellunese e la recente polemica di Dueville sull’allontanamento di un ragazzo con fragilità psichica durante una cerimonia pubblica.

La ricostruzione dei fatti. Il ragazzo, uscito da scuola in anticipo, si era diretto alla fermata di San Felice, vicino al Piovene. Convinto di aver dimenticato l’abbonamento, aveva informato l’autista prima dell’arrivo del controllore. Secondo la famiglia, il conducente gli avrebbe intimato di scendere, lasciandolo alla fermata mentre iniziava a piovere. Il giovane aveva poi chiamato il nonno per farsi recuperare, scoprendo poco dopo di avere con sé il titolo di viaggio regolare. Una segnalazione arrivata prontamente a Svt, che ha immediatamente avviato verifiche interne. L’azienda ha quindi identificato mezzo e autista e ha aperto una procedura disciplinare. Il presidente Marco Sandonà ha definito l’accaduto un comportamento inaccettabile, affermando che “in nessun caso un minore deve essere lasciato a terra” e che la responsabilità verso gli utenti, soprattutto fragili, è un principio non negoziabile. Ha aggiunto che “la giusta applicazione delle regole deve sempre tenere conto della persona che abbiamo di fronte”, annunciando la volontà di incontrare la famiglia per porgere le scuse direttamente.

La reazione di Zaia. A prendere parola sulla vicenda anche l’ex presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che ha parlato di una ferita al senso di comunità, sottolineando che “non è solo un fatto di regole, ma una questione di umanità, responsabilità e buon senso”. Zaia ha quindi ricordato che un minore con disabilità che segnala un problema non può essere trattato come un trasgressore e che esistono procedure per verificare la validità del titolo di viaggio senza ricorrere a misure punitive auspicando che la vicenda porti a una maggiore cultura del servizio ribadendo che “la prima regola è non lasciare indietro nessuno”.

Il precedente nel Bellunese e la polemica di Dueville
Il caso del capoluogo berico arriva mentre è ancora vivo lo sdegno per quanto accaduto a Vodo di Cadore, dove un bambino di 11 anni era stato fatto scendere al gelo dalla linea 30 Calalzo–Cortina perché non in possesso del nuovo biglietto da 10 euro introdotto per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Resta inoltre ancora aperta, sempre nel vicentino, la controversia di Dueville, dove l’opposizione aveva accusato il sindaco di aver allontanato un ragazzo con disabilità psichica durante la presentazione del Consiglio comunale dei ragazzi. Secondo la minoranza, il giovane non stava arrecando disturbo e l’episodio avrebbe turbato studenti e insegnanti presenti, mentre il sindaco aveva duramente respinto la ricostruzione, parlando di un caso strumentalizzato.

Una successione ravvicinata di casi – Belluno, Vicenza, Dueville (quest’ultimo da approfondire, e lo faremo) – che evidenzia comunque un problema: la difficoltà di conciliare l’applicazione delle regole con la tutela delle persone fragili. Le aziende di trasporto e le amministrazioni locali si trovano oggi di fronte alla necessità di rafforzare formazione, sensibilità e capacità di gestione delle situazioni delicate. Che non vuol dire venire meno alle regole, ma applicarle con quella dose di buon senso che difficilmente guasta.

“Portatelo fuori”: ragazzo con disabilità allontanato dal Consiglio. Il sindaco: “Caso montato”

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