Milano-Cortina, in Arena chiusura fra sport e arte. Il bilancio della Regione (in attesa delle Paralimpiadi)

Dopo 16 giorni di gare si sono chiuse ieri sera con una riuscitissima cerimonia all’interno dell’Arena di Verona le Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026. Record di medaglie per l’Italia: ben 30.
“Bellezza in azione” è stato il titolo dato alla cerimonia, con una parte dedicata allo sport, in particolare agli atleti e alle atlete, ma anche una legata al cerimoniale olimpico e alla musica e all’arte. “Grazie Italia per questi giochi magici” ha detto Kirsty Coventry, presidente del Comitato olimpico internazionale, in un italiano non proprio perfetto. Entusiasmo per Dj Gabry Ponte, per Achille Lauro. Applausi per Joan Thiele e la classe di Roberto Bolle. Si sono esibiti sul palco anche i ballerini del Teatro dell’Opera di Roma.
Non è mancata la sfilata delle bandiere e degli atleti: sono entrati prima i portabandiera, poi entreranno tutti gli altri atleti ancora in Italia. Per l’Italia i portabandiera sono stati il pattinatore Davide Ghiotto e la biatleta Lisa Vittozzi.
Momento ufficiale invece per il passaggio di consegne tra chi ha ospitato queste Olimpiadi invernali e chi ospiterà le prossime, ossia la Francia (l’appuntamento nel 2030 è infatti sulle Alpi francesi). I sindaci di Milano e Cortina hanno consegnano infatti la bandiera olimpica alla presidente del Cio Coventry, che a sua volta l’ha consegna ai presidenti delle regioni che ospiteranno le prossime Olimpiadi nelle Alpi francesi.
Cortina lentamente si svuota e iniziano i bilanci
E mentre gli atleti e le atlete lasciano la sede olimpica di Cortina d’Ampezzo, la Giunta Regionale del Veneto fa il punto sull’eredità lasciata dalle Olimpiadi invernali, proprio mentre il territorio si prepara ad accogliere l’imminente appuntamento con i Giochi Paralimpici.
“Un evento globale – recita il comunato della Regione – che lascia al Veneto un patrimonio tangibile e intangibile: infrastrutture moderne, servizi più efficienti, un sistema sanitario rafforzato, un’offerta culturale valorizzata e una promozione senza precedenti delle eccellenze produttive e dei prodotti tipici. Accanto agli interventi materiali, prende forma una legacy immateriale fatta di relazioni internazionali, competenze organizzative, coesione sociale e nuova consapevolezza del valore del territorio. Il Veneto esce da questa esperienza più attrattivo, competitivo e sostenibile, con benefici destinati a incidere sulla qualità della vita dei cittadini e sulle opportunità di sviluppo per i prossimi decenni”.
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